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Roberto, “custode” delle tradizioni amatriciane a Rieti: “Nel cuore ho la mia terra dilaniata dal sisma”

(di Christian Diociaiuti) Il suo ristorantepizzeria è un riferimento. Certo, per la posizione, lì, a piazza Melvin Jones – o più semplicemente nella rotatoria di Madonna del Cuore – ma soprattutto per l’accoglienza che solo lui (e la sua famiglia) sa dare. Ciccio – alias Roberto Cortoni – cucina quotidianamente per decine di reatini. La pizza, ma soprattutto gricia e amatriciana. “Anche a pranzo, sempre. In ferie non ci andiamo quasi mai” dicono.

Un’ospitalità e una passione per la buona cucina che solo un amatriciano come lui poteva avere. “Sono tra i pochi imprenditori amatriciani che lavora lontano dalla sua terra” ricorda, forse con un pizzico di malinconia. Mica di  sollievo. Già, Roberto ha sempre lavorato qui, anche prima di quella maledetta notte del 24 agosto. Ma con la sua Amatrice il legame è rimasto intensissimo, quasi da sentirsi inerme in questo processo di rilancio del territorio. Roberto ha perso la casa natale, molti amici e compaesani, tanti conoscenti. Ma non ha perso l’attaccamento alla sua terra, che si ritrova in ogni salsa all’amatriciana, in ogni “fiammifero” di guanciale della gricia, in ogni pizza che sforna con amore, con un sorriso e con una battuta per ogni cliente.

Geloso tesoriere dei “gusti” – e anche di qualche segreto che, diciamocelo, scappa a pranzo o a cena – dei suoi tanti ospiti – anche illustri in città, dagli sportivi agli imprenditori – Ciccio alla vigilia del terzo anniversario del sisma, ha voluto omaggiare la sua terra con un grande dipinto: “Così rendo onore alla mia terra. Come faccio ogni giorno, cercando di portare tradizioni, ricette e prodotti della mia Amatrice”. Una delle sue sale rende onore ad Amatrice dal giorno dopo il sisma: grandi foto di Amatrice prima e dopo quella notte. E ora questo dipinto (realizzato dall’artista reatino Moreno Colasanti), che mostra fiero come si vede in foto: ali di angelo attorno alla torre civica, l’unica struttura rimasta in piedi. Incrollabile, come l’amore di un amatriciano per la sua Laga e le sue tradizioni. Instancabile, come Ciccio e l’amore per Amatrice.

Foto: Grillotti ©

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