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“La Sabina si candida ad essere il primo Parco Slow del Lazio” | ECCO DI COSA SI TRATTA

Un reticolato di 15 itinerari tematici per oltre 600 Km tra cammini, ippovie, ciclovie e percorsi per mototuristi; stazioni ferroviarie direttamente collegate ai percorsi; una mappa per orientarsi; una cartellonistica che rimanda ad sito dal quale scaricare le tracce dei percorsi; una rete tra ben 77 aziende di 11 comuni a gestire e promuovere; un’offerta turistica integrata che mette insieme le accoglienze, le guide, i servizi e i prodotti; video e social per posizionarsi sul mercato del turismo lento, nell’anno nazionale ad esso dedicato: la Sabina si accredita per essere il primo Parco Slow del Lazio. Questi i numerosi risultati del Progetto F.A.S.T., presentati giovedì scorso a Montebuono dalla compagine di Comuni, imprese e associazioni che hanno lavorato nei due anni precedenti, sotto l’insegna della Filiera dell’Accoglienza per lo Slow Tourism. Un modello di partecipazione e coinvolgimento territoriale di cui la Regione, presente con Silvio Marino, referente dell’assessorato regionale al turismo per i cammini del Lazio, intende utilizzare come best practice.

 

Un risultato talmente grande da far passare in secondo piano perfino la straordinaria notizia della certificazione regionale della Direttrice Tiberina della Via di Francesco, uno dei 15 percorsi tematici del reticolato, ma di certo tra i più noti cammini italiani, a livello internazionale. Visibilmente soddisfatto il Sindaco di Selci, Egisto Colamedici, capofila di un progetto che ha aggregato quasi tutti i comuni della Sabina Tiberina: “Insieme con Fausto Morganti di Montebuono e tutti gli altri Sindaci dei comuni dell’Associazione SERAR, abbiamo creduto sin da subito in questo progetto che valorizzava un lavoro di anni e per questo lo abbiamo sostenuto nonostante le difficoltà burocratiche. Merito sia del bando regionale sia delle risorse locali convolte”. Selci ha avuto il particolare merito di coinvolgere anche le amministrazioni che non erano inizialmente comprese nel partenariato, come Poggio Mirteto, che con l’assessore Cristina Rinaldi, ha ringraziato per aver valorizzato uno dei percorsi culturali sul quale da tempo si lavorava “la via dei Bianchi” e ribadito l’affinità di visione con i comuni di FAST e l’impegno a sostenere i progetti che mettono le imprese al centro dello sviluppo locale territoriale. E proprio alla Rete tra Imprese della Sabina si deve l’idea di investire il finanziamento pubblico a loro dedicato per interventi strutturali sul territorio a vantaggio di tutta la comunità e di tutto il tessuto produttivo.

 

“Riteniamo che solo costruendo un vero e proprio sistema – ha detto Francesca Persichelli, Presidente della Rete d’imprese – si sarebbe potuto dare opportunità a tutte le imprese e non solo a quelle a cui il finanziamento era dedicato. “Da imprenditore che ha deciso di investire in Sabina è come se si fosse avverato un sogno – dice Massimo Iacobini”, titolare de Le Cerque – “fino ad un anno fa non sapevamo nemmeno dell’esistenza del cammino di Francesco ed oggi le nostre foto sono nella home page del sito olandese che lo promuove ed in strettissimo contatto con il primo editore di un cammino francescano al mondo”. “La nostra impresa sta al confine con l’Umbria” – dice Alessia Pozzi, di Casale Contessa – ed avevamo sempre guardato a quella realtà un po’ rassegnati per la mancanza d’iniziativa del nostro territorio; oggi, ci siamo rimboccati le maniche e siamo noi ad essere un modello per molti e dal nostro agriturismo siamo in grado di offrire ai nostri ospiti più di 600 km di cammini e abbiamo già avuto diverse prenotazioni e molte richieste d’informazioni. Molti i complimenti per il lavoro svolto dal Manager di Rete, Salvatore Paruta, che ha progettato e coordinato le iniziative presentate: È stato un lavoro molto difficile perché la diffidenza della comunità verso progetti che nel tempo hanno deluso le aspettative è molto alta. Sapevamo che solo i risultati e l’esempio avrebbero convinto le imprese a partecipare; ed infatti è stata una crescita corale e graduale sia nei numeri che nella qualità dei risultati. Ed oggi, con molte imprese che ci chiedono di entrare nel partenariato, le molteplici iniziative che abbiamo in programma per tutto il 2019 ed il catalogo da inviare ai tour operator, siamo in grado di poter affermare che è già partita la Fase 2 del progetto FAST che dovrà necessariamente alimentarsi con l’aiuto di tutti gli operatori locali della Sabina”.

Foto: FAST ©

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