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“Il carcere di Rieti nell’abbandono, vogliamo più sicurezza”: protesta la Polizia Penitenziaria | FOTO

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

Iniziato questa mattina il presidio di fronte al carcere di Rieti: i sindacati di Polizia Penitenziaria, Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Uspp, Cisl, Cgil chiedono più sicurezza per gli agenti in servizio. Nei giorni scorsi, con le parole dei segretari Mascia, Spognardi, Faraci, Ansini, Giancamilli, Petrelli, Di Domenico, i sindacati avevano annunciato l’iniziativa di protesta di fronte all’istituto di via Maestri del Lavoro: sarà un presidio h24, partito proprio oggi dopo un’assemblea. Le richiesta sono chiare.

“FINO ALLA FINE” – “Visto, il mancato interesse da parte del provveditorato regionale, che ancora a tutt’oggi non ha intenzione di accogliere il nostro grido di allarme – scrivono i sindacati -, ci vediamo costretti nel proseguire l’iniziativa intrapresa con lo stato di agitazione e la sospensione delle relazioni sindacali con la direzione dell’istituto reatino a partire del 9 febbraio con l’esposizione delle proprie bandiere e un sit-in di protesta con un presidio fisso h24, a partire dal giorno 13 marzo 2019 fino al termine dell’esigenza”.

VOGLIAMO SICUREZZA – “Non tolleriamo più lavorare senza un briciolo di sicurezza, dove, ‘per ultimo’ con un ordine di servizio N°13 del 31.01.2019 si evidenzia che il personale impiegato nei box dei vari piani detentivi, deve lasciare il proprio posto di servizio per recarsi all’interno dei reparti detentivi  (da solo) per aprire le camere di pernottamento con le chiavi, permettendo ai reclusi di accedere ai locali passeggi, mettendo a repentaglio la propria incolumità e la sicurezza dell’istituto – dicono i sindacati che aggiungono – Dobbiamo smetterla di stremare il personale con turni stressanti, per la carenza cronica di personale di polizia penitenziaria, chiediamo l’immediato trasferimento di tutti quei detenuti con problemi psichiatrici, l’immediato intervento della ditta per la dovuta manutenzione di tutti quei sistemi che non viene fatta dal lontano 2015. La cattiva e palesemente arbitraria gestione del personale di polizia penitenziaria, venga addebitata a chi sta volontariamente distruggendo ogni diritto dei lavoratori. L’immediato rientro di tutto il personale distaccato a vario titolo e grado”.

ABBANDONO – “Le scriventi non possono più tollerare lo stato di abbandono in cui versa l’istituto reatino – aggiungono i sindacati – con false promesse che vengono fatte, ma alla fine siamo in uno stato di ‘abbandono totale’. Nella fattispecie si ricorda la notevole carenza di personale di polizia penitenziaria (tutti i ruoli), con i quotidiani turni estenuanti ai quali si è costretti a compiere; bisogna far fronte i vari eventi critici nelle condizioni di cui sopra, a volte, anche con aggressioni ai danni dei poliziotti penitenziari, con il numero dei detenuti che nell’ultimo periodo è praticamente quasi raddoppiato rispetto alla capienza regolamentare. Tutto quanto sopra alla luce di una amministrazione ‘sorda e assente’. In merito a quanto sopra, le scriventi organizzazioni sindacali oltre il sit-in di protesta con presidio fisso h24, per i giorni sopra elencati davanti l’istituto reatino, si riservano di attivare una manifestazione di protesta presso il provveditorato regionale del Lazio, Abruzzo e Molise. Siamo stanchi. Adesso basta non possiamo lavorare a rischio di provvedimenti disciplinari per colpa di una amministrazione sorda e assente”.

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