Il vescovo chiede aiuto a Mattarella: “Servono subito infrastrutture per uscire dall’isolamento”

“Servono infrastrutture. Subito”. Così ha scritto il vescovo al Capo dello Stato. La visita del Capo dello Stato ad Amatrice, ieri mattina, è stata infatti anche l’occasione di un breve incontro tra Mattarella e Pompili. Al centro del colloquio la situazione del territorio reatino, che ha visto le sue storiche difficoltà diventare più dure da sostenere a causa delle scosse del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre.
Nel ringraziarlo per la sua presenza nella località simbolo della tragedia che ha sconvolto il centro Italia, Pompili ha consegnato al Capo dello Stato un documento firmato da un’ampia rappresentanza dei soggetti economici e sociali del territorio.
Il testo sottoposto alla prima carica dello Stato chiede un sostegno istituzionale per le infrastrutture stradali della provincia, questione decisiva per la ricostruzione e lo sviluppo.
All’attenzione del presidente Mattarella sono stati portati i temi del raddoppio della via Salaria e del completamento della Rieti-Torano e della Rieti-Terni, insieme alla necessità di potenziare le strade ferrate e le autostrade digitali.
«Di fronte al difficile stato di cose degli ultimi mesi, come pastore della Chiesa di Rieti ho sentito l’urgenza di mettere attorno a un tavolo i soggetti sociali, economici e culturali e individuare un’esigenza comune su cui lavorare», spiega Pompili.
«La priorità emersa dalla discussione è quella di sottrarre Rieti al suo isolamento tramite un potenziamento delle vie di comunicazione necessario e possibile. Si tratta di restituire a questo territorio, che già in epoca romana godeva di una delle vie consolari più importanti, la sua vocazione naturale di snodo e di collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno. La giornata di oggi mi ha offerto la possibilità di presentare il documento elaborato e sottoscritto dalle forze economiche, imprenditoriali, sindacali e politiche del nostro territorio all’interlocutore più alto e più affidabile, per dare voce a tale pressante richiesta nelle sedi istituzionali».
LA LETTERA, FIRMATA DALLE PARTI SOCIALI

Dopo un franco e propositivo confronto tra tutti gli attori della scena sociale ed economica, desideriamo sollevare insieme la questione che resta alla base di ogni futuro sviluppo del nostro territorio, martoriato dal sisma del 24 agosto e più di recente del 30 ottobre.

Il punto da affrontare è a tutti noto: occorrono infrastrutture per sottrarre definitivamente l’area reatina al suo isolamento, per corrispondere alla sua vocazione – naturale e storica – di terra di confine e di snodo tra le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Pertanto invitiamo a realizzare previamente opere che segnano la svolta in termini di accessibilità, fruibilità, comunicazione. Sono il raddoppio della Salaria, la conclusione della Rieti-Torano e la realizzazione dell’ultimo tratto della Rieti-Terni. Ciò fatto, il sistema autostradale del Centro Italia avrebbe un asse articolato che tornerebbe a vantaggio diretto di diverse Regioni, creando un contatto veloce tra le due sponde dell’Adriatico e del Tirreno.

A questo va aggiunto un potenziamento del sistema ferroviario che più voci, compresa quella del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, hanno indicato come doveroso e fattibile.

Altrettanto opportuno sarebbe un parallelo sviluppo delle infrastrutture digitali.

Siamo a conoscenza della fase avanzata delle deliberazioni in sede di Regione Lazio e della volontà espressa pubblicamente dal Commissario del Governo, dott. Vasco Errani, in ordine alla ricostruzione delle zone del cratere del sisma.

Auspichiamo, dunque, che si arrivi nei prossimi mesi a veder realizzata questa attesa, che è condivisa dalla gente, dalle forze economiche, imprenditoriali e sociali al fine di dare un supporto concreto alla stagione della ricostruzione e dello sviluppo per evitare lo spopolamento.

Cordiali saluti e ogni augurio per il lavoro che attende tutti.

Foto: Francesco PATACCHIOLA ©

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