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LA SABINA E I SUOI ULIVI, SU “LA STAMPA” IL VIAGGIO TRA LE COLLINE E LA STORIA

Sull’edizione online del quotidiano La Stampa, nel blog “Quattro passi nei parchi” di Andrea Ferraretto un viaggio tra gli ulivi, le colline e la storia della Sabina.

La Sabina, un arcipelago di colline e piccoli paesi ma, soprattutto, di uliveti. In provincia di Rieti, attraversando borghi che hanno nel nome il senso della storia – Stimigliano, Collevecchio, Borgonuovo, Castelnuovo – a cavallo tra Lazio e Umbria, in una terra che ha una sua identità nel paesaggio rurale con il verde degli ulivi e il colore dei boschi che cambia con l’alternarsi delle stagioni.

L’olio d’oliva qui è cultura e storia, con la tenacia di contadini che hanno mantenuto in vita la tradizione e che oggi raccontano la difficoltà di produrre un olio che deve resistere alla competizione su un mercato sempre più globale, dove la qualità, non sempre, è l’unica variabile che fa tornare i conti.

Qui il territorio è descritto, spesso, dal numero di piante che danno frutti: ogni anno il ciclo si ripete ma l’ulivo ha una vita lunga, con fasi di raccolta e fasi di riposo. Bisogna saper curare le piante e aspettare, per ottenere quel fluido verde e profumato che dà sapore a qualsiasi piatto. Gli alberi secolari, come quello di Canneto Sabino, sono la testimonianza vivente della vocazione millenaria della Sabina alla coltivazione dell’ulivo: si narra, tra leggende e storia che questa pianta possa risalire al Re di Roma, il sabino Numa Pompilio. Un esemplare magnifico di olivastrone, con un tronco che misura circa 7,20 m di circonferenza, in un’area che vide i primi insediamenti, intorno all’anno Mille, da parte dei monaci benedettini di Farfa.

Siamo solo a 40 km da Roma ma la Comunità Benedettina di Farfa accoglie i visitatori in una vera e propria oasi di pace e spiritualità. L’Abbazia di Farfa, monumento nazionale dal 1928, si trova alle pendici del monte Acuziano, immersa nel silenzio di boschi verdissimi e uliveti. Il paesaggio sabino racchiude un gioiello storico, artistico e architettonico, dove si colgono i segni di oltre quindici secoli di storia: il monastero e il piccolo borgo sorto intorno alle mura affascinano e regalano un viaggio dell’anima fuori dal tempo e dalla quotidianità.

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Foto: La Stampa – RietiLife ©

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