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PREVENIRE IL TUMORE DEL CAVO ORALE, VENERDÌ SCREENING GRATUITO AL DE LELLIS

Scegli la salute: prevenire è più facile che dire “otorinolaringoiatria”! Lo sanno bene gli specialisti AOOI – Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani che per il prossimo 10 aprile hanno organizzato, con il patrocinio del Ministero della Salute, la 1° Giornata della prevenzione AOOI dedicata alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. Si tratta di patologie molto diffuse, con 12 nuovi casi all’anno ogni 100mila abitanti e un picco di massima incidenza intorno ai 50-60 anni di età. Nel periodo compreso dal 14 marzo 2013 ad oggi, presso l’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale dell’Ospedale de’ Lellis diretta dal dottor Paolo Ruscito, sono stati trattati 33 casi di pazienti affetti da neoplasie maligne del cavo orale e dell’orofaringe. Il trattamento ha previsto nell’81.8% dei casi chirurgia radicale sulla sede del tumore primitivo e sulle stazioni linfonodali del collo. Nel 24.2% dei casi si è reso necessario un contemporaneo tempo ricostruttivo. Nel 39.4% dei casi lo stadio avanzato di malattia ha richiesto un trattamento radio(chemio)terapico post-operatorio effettuato pressola UOCdi Radioterapia. Alla base dell’insorgenza di tali patologie fumo, alcol e la cattiva igiene orale. In tal senso, la prevenzione può essere un’ottima alleata. Una diagnosi precoce, attraverso metodiche semplici e non invasive, migliora la qualità della vita, consente interventi conservativi e meno invalidanti per tutto l’organismo e riduce i costi di terapia e riabilitazione. Per questo gli specialisti della UOC di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale di Rieti, venerdì (10 aprile), hanno deciso di mettere a disposizione la propria competenza per offrire un’intera mattinata di screening gratuito ad accesso libero presso gli ambulatori dell’Ospedale de’ Lellis. Il paziente, potrà rivolgere domande e chiedere informazioni ai medici e, in caso di screening con esito positivo, avere accesso a una visita di approfondimento. “Malgrado la bocca, con gli organi in essa ospitati sia di facile accesso ed ispezione da parte del medico odontoiatra e perfino del paziente stesso –spiega il dottor Ruscito – quasi la metà dei casi di carcinomi trattati è diagnosticato in fase avanzata, richiedendo trattamenti multimodali (chirurgia + radioterapia con/senza chemioterapia), con un tempo chirurgico di necessità demolitivo. Per contro, i tumori in fase iniziale si giovano di trattamenti monomodali (chirurgia o radioterapia), poco o per nulla invalidanti, con brevi ospedalizzazioni. In questo senso una campagna di screening assume un significato importante al fine di tentare di ridurre quella percentuale di diagnosi in fase avanzata con beneficio del paziente e contenimento dei costi di assistenza e sociali”. Foto: RietiLife © 

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