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PREITE ASSOLTO: NON HA DANNEGGIATO IL COMUNE PER IVA NON PAGATA / LA LETTERA A RIETILIFE

LEGGI LA SENTENZA Sent. 186 2015 (1) CORTE DEI CONTI

L’ex dirigente del Comune di Rieti Antonio Preite (licenziato nel settembre 2014 – leggi perché) è stato assolto dalla Corte dei Conti per il mancato pagamento dell’Iva: gli veniva contestato un danno al Comune di 145mila euro. L’accusa era che “in qualità di capo del settore finanziario del Comune di Rieti, avrebbe omesso, nel termine legalmente previsto del 16 marzo 2012, di pagare all’Erario l’IVA dovuta – già incassata dal Comune di Rieti al momento del pagamento da parte della Estra Reti Gas s.r.l. del saldo del prezzo dovuto al Comune di Rieti per l’affidamento del servizio di distribuzione del Gas Metano – esponendo in tal modo l’Amministrazione a dover corrispondere all’Erario, oltre alla somma dovuta per il tributo, quella per sanzioni (pari ad Euro 72.609,81), nonché quella per interessi (pari ad Euro 73.339,22).

Questa è la lettera che ha inviato al direttore di RietiLife.

Caro direttore, ti racconto brevemente la storia dell’Iva pagata in ritardo dal Comune di Rieti per mancanza di liquidità. Il Comune di Rieti nel 2012 fa una denuncia alla Corte dei Conti perché l’IVA non viene pagata nei termini, e addossa la colpa al sottoscritto.

Sono stato chiamato in giudizio dalla Corte dei Conti che mi addebita un danno fatto al Comune di Rieti per €.145.949,03 (sanzioni pari ad €.72.609,81 e interessi per €.73.339,22). In sede di udienza faccio presente che causa le anticipazioni che il Comune di Rieti aveva fatto per Conto della Regione Lazio (circa dieci milioni di euro) e a causa dei crediti che lo Stato aveva nei confronti del Comune di Rieti non avevo la liquidità per ottemperare al pagamento dell’IVA. Pertanto ho preferito pagare stipendi dei dipendenti ed altri servizi essenziali non a provvedere al pagamento dell’IVA.
La Corte dei Conti conclude che visto il cospicuo e cronico deficit di cassa documentato dalla contabilità degli ultimi esercizi, al capo settore finanziario del Comune facilmente si imponevano scelte che avrebbero potuto avere conseguenze economiche, ma che erano comunque necessarie a coprire le esigenze indifferibili ed urgenti dell’Ente. L’odierno convenuto deve pertanto essere mandato assolto dalla pretesa attorea. In ragione dell’assoluzione nel merito liquida le spese legali.

Gli interrogativi che bisogna porsi ora sono i seguenti:

– Cosa ha fatto il Comune di Rieti per non pagare sanzioni e interessi, ha mai scritto all’ufficio IVA per risolvere la problematica dando atto che in considerazione dei mancati pagamenti della Regione Lazio (circa dieci milioni di euro anticipati dal Comune di Rieti), e avvalendosi della compensazione debiti crediti tra pubbliche amministrazioni, il Comune di Rieti poteva non pagare l’importo di 145.949,03, invece ha provveduto a pagare, perché era sicuro che poi la colpa era del Dr.Preite, invece adesso mi sa che il danno è stato fatto da altri.

– Nel provvedimento di espulsione del Comune nei miei confronti il Comitato dei Garanti, il Nucleo di Valutazione ed l’Avvocato del Comune, sostengono che tutto quello che dice la Corte dei Conti su quello che è successo al Comune di Rieti è riferibile al sottoscritto, la Corte dei Conti nella sentenza dice che vista la situazione finanziaria e contabile del Comune il dirigente non poteva che garantire e coprire le esigenze indifferibili ed urgenti dell’Ente.

IN SERATA, È ARRIVATA LA REPLICA DEL COMUNE DI RIETI

“La questione del ritardo nel pagamento dell’Iva nulla ha a che vedere con il licenziamento del dott. Antonio Preite. Tale provvedimento, infatti, si basa su deliberazioni della Corte dei Conti che attestavano gravi irregolarità contabili e su una serie di atti posti in essere dal dirigente che hanno portato alla integrazione della fattispecie della responsabilità dirigenziale ex art. 21 del decreto legislativo 165/2001. Il procedimento riguardante il pagamento dell’Iva, peraltro, è stato attivato direttamente dalla Corte dei Conti allorquando il Comune ha dovuto riconoscere il relativo debito fuori bilancio, perché l’Iva non solo non era stata pagata, ma neanche iscritta in bilancio”.
Foto: RietiLife ©

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