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STRAGE DI CEFALONIA, RICONOSCIMENTO PER IL SUPERSTITE DI ANTRODOCO DOMENICO BUFALINI

Si è svolta a Borgovelino la solenne cerimonia in ricordo della strage di Cefalonia dove Domenico Bufalini, croce al merito di guerra e unico superstite vivente, ha portato la sua testimonianza su quella tragica vicenda. Domenico Bufalini, classe 1916, di Antrodoco, è stato sempre definito dai suoi compaesani come ardimentoso. Nel 1939, sul fronte francese, insieme ad altri due commilitoni, ha assaltato e conquistato un fortino nemico, risultato inespugnabile da diversi giorni.  Per questo atto eroico ricevette un encomio ed un modesto compenso economico mentre nel 1960 gli venne conferita la Croce al merito di guerra. A Domenico Bufalini è stato consegnato dal vicesindaco Graziella Scarsella alla presenza di autorità civili e militari, un attestato di riconoscimento, su proposta, al sindaco Emanuele Berardi, dell’Associazione Culturale Lin Delia, sempre sensibile alla valorizzazione delle identità storiche del territorio. Una testimonianza diretta la sua da trasmettere alle giovani generazioni per evitare che simili atrocità possano ripetersi. Domenico Bufalini racconta: “Ero a Cefalonia, esattamente in un paesino chiamato Basilike e all’improvviso arrivarono i tedeschi armati di tutto punto che chiesero ai nostri ufficiali di consegnare loro uomini e armi. Ci inquadrarono in un prato sovrastante la spiaggia e capimmo subito che la situazione era molto pericolosa. Approfittando di un attimo di distrazione dei tedeschi insieme ad altri quattro commilitoni riuscii a sganciarmi. Ci rifuggiamo in una grotta marina dove rimanemmo per tre o quattro giorni esposti alla fame e al freddo. Da diverse ore sentivamo il crepitio delle mitragliatrici che non lasciavano sperare nulla di buono. Decidemmo di uscire ma fummo circondati e fatti prigionieri. Fu l’inizio di un calvario di prigionieri in Germania dove fummo deportati. Rimasi alcuni giorni nel campo di prigionia di Birkenau. Successivamente  fummo impiegati come taglialegna nei boschi della Baviera fino al giorno della liberazione”. Foto: TURINA ©

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