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“LÀ DOV’È IL TUO TESORO” – SINODO E POLEMICA SU HALLOWEEN: IL DIALOGO È L’UNICA VIA

Nuovo appuntamento con la rubrica domenicale di Don Fabrizio. Il Sinodo sulla famiglia si è concluso una settimana fa ma ho preferito far trascorrere del tempo per avere una panoramica più ampia circa quanto realmente è accaduto all’interno e all’esterno di quello che rimane un evento straordinario per la Chiesa e per il mondo. Di parole ne sono state pronunziate e scritte tante, a favore e contro, così come molte sono state le metafore utilizzate per descrivere gli accadimenti. In molti hanno utilizzato categorie che si rifanno allo scontro tra due parti avverse, parlando quindi di “vittoria”, di “sconfitta” o di “pareggio”. Niente di quanto ho letto o sentito mi sembra che soddisfi a pieno quanto invece mi sembra che sia la chiave di lettura dell’accaduto. Il documento finale, che riporta con onestà e chiarezza, anche le posizioni, le “maggioranze” e le “minoranze” che si sono determinate all’interno dell’assise sinodale accompagnato dalle parole pronunciate dal Papa, esprime comunque qualcosa che supera di molto il merito delle questioni. Ciò che voglio dire infatti è che al di là dei contenuti più o meno condivisibili il mio cuore è stato colpito dalla lezione di “maturità” umana che l’evento in sé ha dato. In tal senso, mi sento di poter fare tre considerazioni. La prima è che “nessuno ha la verità in tasca”. Mi si può obiettare che tutti lo sanno ma a me sembra, guardando in primo luogo me stesso e poi coloro mi circondano e quanto accade, che invece nei fatti si pensa e si agisce come se ognuno fosse depositario dell’unica verità. La “verità” non è mai un dato acquisito una volta per tutte, ma un processo dinamico nel quale entrano in gioco molti elementi soggettivi e oggettivi: le persone, con il loro bagaglio di vita, l’ambiente storico, geografico e culturale, per citarne alcuni. Cercare la verità vuol dire mettere a confronto tutto questo in un dialogo “schietto e libero”, dove ogni opinione ha pari dignità e peso e dove ci si mette alla ricerca di quanto è in comune, cioè “unisce e non divide”. Credo che questo sia accaduto davanti ai nostri occhi. Una seconda considerazione nasce dal fato che il Sinodo, sui temi più scottanti non ha espresso una maggioranza qualificata che indicasse una chiara linea da seguire. Nella ricerca di ciò che è vero, è necessario ricercare anche ciò che è bene. Qualche volta il vero, imposto e non condiviso ampiamente, non è anche il bene per il momento storico che si vive. Diventa pertanto necessaria l’umiltà di fermarsi e la pazienza di continuare a cercare e dialogare per una sintesi ulteriore. E anche questa mi sembra sia accaduto tra i padri sinodali. Un’ultima considerazione nasce dalla scelta di concludere il Sinodo con la Beatificazione di Paolo VI. Questo Papa ha brillato, fra le altre cose, per tre qualità: l’umiltà, la capacità di ascolto, la passione per l’umanità. Sono le tre qualità che rendono efficace il più straordinario strumento che gli uomini hanno in mano per poter esprimere la loro umanità al più alto livello: il dialogo. Per dialogare in modo vero e proficuo infatti c’è bisogno di essere consapevoli di se stessi e di quello che si è (umiltà); di anteporre quello che l’altro ha da dire a quello che noi pensiamo (capacità di ascolto); di essere “appassionati” degli uomini e non di se stessi (passione per l’umanità). In questo periodo di scontri ideologici (Leopolda o Piazza San Giovanni, Halloween o non Halloween, per citarne alcuni a livello nazionale e locale leggi1leggi2, ndr) anche nelle nostre realtà abbiamo bisogno di ricordare che il dialogo vero è l’unica via che l’uomo ha per trovare la verità e il bene per sé e per gli altri. Don Fabrizio Foto: RietiLife ©

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