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LA CIVILTÀ DELLE ACQUE SABINE RACCONTATA IN UN MUSEO / FOTOGALLERY

È nato a Castel Sant’Angelo il Centro di documentazione sulla Civiltà delle Acque in Sabina. Il polo museale sull’archeologia d’acqua ha sede in un casale del Seicento, appositamente restaurato, che sorge a pochi metri dal complesso archeologico delle Terme di Tito, la famosa e scenografica villa imperiale che domina il sottostante lago di Paterno e la vicina via Salaria. L’INAUGURAZIONE Alla cerimonia d’inaugurazione hanno partecipato Paolo Anibaldi, sindaco di Castel Sant’Angelo, il parlamentare Fabio Melilli e Andrea Ferroni, presidente del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti. Erano presenti anche il Prefetto di Rieti Chiara Marolla, e Simone Petrangeli, sindaco di Rieti. La progettista Sveva di Martino, ha presentato il restauro del casale, che dista solo 20 metri dalla grande ed enigmatica costruzione romana. LO SCOPO DEL CENTRO Il Centro servirà a promuovere l’immenso patrimonio archeologico e naturalistico di tutta l’area e la valle circostante, nota fin dall’antichità per la straordinaria ricchezza di acque termali, sorgive e fluviali. Nel primo piano della struttura viene celebrata in diverse forme la civiltà dell’acqua in Sabina, grazie alle tecnologie visive e sonore e ai “volumen”, macchine lignee appositamente realizzate. “L’OMBELICO D’ITALIA” I visitatori potranno conoscere la storia millenaria e per tanti versi unica del luogo che Marco Terenzio Varrone identificò come “L’ombelico d’Italia”, attraverso numerosi materiali grafici e fotografici. E anche grazie a proiezioni filmate che evocano i moti dell’acqua prodotti dal vento e alcune installazioni artistiche dedicate alle relazioni primigenie tra gli elementi naturali che fecero di questo luogo un’area sacra conosciuta in tutto il mondo antico. Il secondo piano del casale ospita una foresteria che sarà a disposizione degli archeologi e a servizio di un programma di scavo permanente. Per accedere al nuovo polo museale è stata realizzata una passeggiata, grazie al recupero di una strada che mantiene inalterato il suo carattere paesaggistico, per dar modo al visitatore di inoltrarsi nella campagna e di vivere come una progressiva scoperta il comparire della radura sulla quale insistono i resti archeologici, il casale e una dolina scomparsa, coltivata oggi a uliveto. IL SITO WEB Nel corso della cerimonia di inaugurazione è stato presentato il sito “Terme di Tito” (www.termeditito.it) dedicato alla valorizzazione turistica e culturale dell’immenso patrimonio storico, artistico e geologico di tutta l’area e del Centro di documentazione sulla civiltà delle acque. Il comune di Castel Sant’Angelo, per l’occasione, ha realizzato anche il volume “Terme di Tito, archeologie d’acqua in Sabina”, arricchito da contributi di storici, archeologi ed architetti e da immagini di grande suggestione che sarà a disposizione dei visitatori del centro. Una visita guidata all’area archeologica e al Centro di documentazione, che ospita il polo museale e la foresteria, ha concluso l’inaugurazione. Foto: Gianluca VANNICELLI / Agenzia PRIMO PIANO ©

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