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CIPOLLINI NELLA BUFERA DEL DOPING, VINSE A RIETI NEL 2001 E TORNÒ DA CAMPIONE DEL MONDO NEL 2003

(di Nazareno Orlandi) Premessa: lungi da noi fare processi. Il mondo del ciclismo è a pezzi e la disaffezione degli appassionati vale già quanto una condanna passata in giudicato. Però, inutile nasconderlo, le rivelazioni della Gazzetta dello Sport di stamattina sugli sporchi legami tra «Re Leone» Mario Cipollini e il controverso medico spagnolo Eufemiano Fuentes, il quale, secondo le carte della Guardia Civil spagnola, gli avrebbe impacchettato un trattamento dopante nel 2002 a base di Epo, trasfusioni e ormoni, sono la mazzata finale su un ambiente che ormai non ha più la minima credibilità (serve ricordare lo scandalo Armstrong?) e che ogni giorno di più puzza di marcio.

Le ombre su Cipollini avvolgono il suo 2002, l’anno magico, quello in cui si aggiudicò il titolo di campione del mondo a Zolder, in Belgio, in una volata che lo incoronò come uno dei più grandi velocisti della storia. Ma Cipollini, recordman assoluto di tappe vinte al Giro d’Italia (a proposito, che facciamo, lo sospendiamo almeno per un anno questo circo, tanto non ci crede più nessuno?), dicevamo, Cipollini alzò le braccia anche a Rieti, in viale Matteucci, al traguardo della sesta tappa del Giro 2001. Re Leone, in maglia Saeco, per una volta fece praticamente tutto da solo, senza il celeberrimo «treno rosso» a scortarlo fino all’arrivo, e rimontò nei metri finali sullo sprinter tedesco Hondo. Terzo arrivò Strazzer. Più staccato Ivan Quaranta, altro buon velocista, notoriamente «fermo» anche su salite impercettibili, e infatti bastarono i saliscendi del circuito cittadino reatino, ripetuto tre volte, a fargli perdere contatto dai migliori.

Nel 2003, Cipollini tornò a Rieti da campione del mondo (e da oggi oggi abbiamo qualche problemino in più nel ritenere che quella vittoria fosse pulita). Dopo la faticaccia fatta sul Terminillo, nella tappa vinta da Garzelli su Simoni (peraltro fu l’ultima apparizione reatina del compianto Marco Pantani), il Giro ripartì il giorno dopo alla volta di Arezzo. L’ottava tappa, la Rieti-Arezzo di 217 km, scattò in prossimità di Piazzale Leoni: nella foto di Emiliano Grillotti, scattata il 18 maggio 2003, ecco Super Mario in maglia iridata. Quella tappa rimase nella storia, perché Cipollini, vincendo ad Arezzo, eguagliò Binda in testa al classifica delle vittorie di tappa al Giro (41), poi diventate 42 il giorno dopo, a Montecatini,  quando entrò ufficialmente nella leggenda. La bufera del doping non ha risparmiato nemmeno lui, il più forte velocista azzurro di sempre. È una mattinata triste per tutti coloro che hanno amato il ciclismo. Foto (archivio 2003): Emiliano GRILLOTTI © 9 Febbraio 2013

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