Il grido di Rieti con Arcigay contro omolesbotransfobia e misoginia | La manifestazione – FOTO

(p.c.) Si è tenuta in piazza Vittorio Emanuele II la manifestazione #DALLAPARTEDEIDIRITTI. Nel rispetto delle regole anti Covid, si sono ritrovati cittadini di tutte le età e rappresentanti di Arcigay Rieti, ARCI Rieti, Rete Studenti Medi, Centro antiviolenza il Nido di Ana, Centro antiviolenza Angelita, ANPI Rieti, Sabina Radicale, NOME Officina Politica, Controvento.

“Arcigay è per l’inclusione sociale di ogni singola persona e contro ogni pregiudizio, discriminazione e violenza, in ogni loro forma – ha detto Domenico Di Cesare, presidente di Arcigay Rieti LGBT+ – abbiamo molte idee e progetti e in base alle nostre forze e risorse, speriamo di poterli realizzare. Siamo qui perché dal 20 ottobre tornerà in discussione alla Camera dei Deputati la legge sulla omolesbobitransfobia e sulla misoginia, una legge che dovrebbe tutelare i diritti delle persone omosessuali e delle donne. La legge non introduce un reato specifico, ma estende alle condotte motivate dall’odio verso l’altro, in ragione del sesso, dell’orientamento sessuale, del genere e dell’identità di genere, quanto già previsto per gli atti di odio fondati su motivi razziali, etnici o religiosi. In altre parole, oggi è già vietato discriminare, a esempio, chi è cattolico o ebreo o musulmano o valdese e domani sarà vietato discriminare una persona solo perché è gay, trans, donna o uomo. La legge era ed è necessaria: se ne discute dal 1996 e norme simili sono previste in moltissimi paesi dell’Occidente; gli episodi sempre più numerosi di violenza e discriminazione, contro donne, omosessuali, transessuali, dimostrano quanto sia importante introdurre una tutela rafforzata, a meno di non ritenere che sia “giusto” picchiare due ragazzi o due ragazze per strada soltanto perché si baciano o perché si tengono per mano, o perché fanno quello che fanno due persone che si vogliono bene”.

Aggiunge Di Cesare: “Allora, perché dallapartedeidiritti e perché manifestare oggi in sessanta piazze d’Italia. La legge va approvata, certo, ma una legge contro l’omofobia e la misoginia non può tutelare gli omofobi. Diciamo questo perché vi è l’articolo 3 che, a differenza delle discriminazioni religiose o etniche o razziali, tutela proprio chi discrimina. Con questo articolo, un professore o una professoressa potrà dire a scuola che l’omosessualità è una malattia, o che le persone LGBT+ sono inferiori; tutto ciò grazie a un emendamento voluto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che quindi potranno anche dire di aver votato e sostenuto questa legge. Una legge deve permettere di fare prevenzione e questo articolo va invece a legittimare l’omofobia. L’Art. 3 (Pluralismo delle idee e libertà delle scelte) recita: ‘Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte’. Questo articolo può produrre effetti pericolosi, capaci addirittura di portarci a una situazione giuridica per alcuni versi peggiore dell’attuale. Se oggi, infatti, dire ad esempio “i gay sono malati e inferiori” non è né permesso né vietato dalla legge, domani potrebbe essere “autorizzato” secondo la legge, per “libera espressione di opinioni”. Per quanto riguarda le donne oggi dire “le donne sono inferiori” è in qualche modo sanzionabile, domani anche questo diventerebbe lecito .
L’articolo 3 va quindi modificato o cancellato!”.

“Non ci sfugge il fatto che la politica è l’arte del possibile e che c’è la necessità di trovare i voti in Parlamento per far approvare la legge, ribadiamo, una buona legge, della quale vi è assoluto bisogno, ma facciamo attenzione a non mancare l’obiettivo proprio ora che siamo ad un passo dal conseguire un risultato storico per l’Italia. È veramente triste che in Italia ci sia qualcuno che reclami il diritto di odiare qualcun altro chiamando tale atteggiamento “libertà di espressione”. Chiediamo che venga scritto nella legge, che definire le persone LGBT+ e le donne, ‘malati e malate o inferiori’ è un reato, come oggi avviene per le discriminazioni razziali e religiose” ha aggiunto Di Cesare ringraziando sostenitori e attività commerciali che faranno sconti a chi presenterà la tessera di Arcigay.

Foto: CORRADINI ©

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