Portano via il Postamat dopo una “spaccata” con un suv, poi abbandonano il bottino perché braccati dai Carabinieri

(p.g.) Una tentata rapina a dir poco rocambolesca quella andata in scena nella notte a Fara in Sabina, che dalla “spaccata” all’ufficio postale di Coltodino ha toccato anche la località di Fonte Luna e le frazioni di Prime Case e Talocci, per poi risolversi nel ritrovamento del bottino da parte dei carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto e nella fuga dei banditi – almeno 5 persone- che sono svaniti nelle campagne.

È accaduto tutto in una manciata di minuti, intorno all’1:30 della notte di sabato 23 maggio: la banda ha letteralmente scardinato la parete dell’ufficio postale di Coltodino, tirandolo via con l’aiuto di un’automobile di grossa cilindrata – una Nissan X-Trail, stesso modello di quella utilizzata lo scorso gennaio in un colpo analogo avvenuto a Borgo Quinzio – e portando via il postamat dentro un furgone modello Fiat Ducato. Il boato del furto si è sentito in tutto il paese, da dove è partita la chiamata al numero unico di emergenza 112.

Sul posto sono giunti immediatamente i Carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto, che hanno dato vita all’inseguimento lungo le campagne farensi. I ladri infatti, evidentemente non a conoscenza delle strade interne e di campagna del territorio, hanno girato in direzione Fonte Luna, località attraversata da una strada stretta e di fatto senza uscita verso le principali vie di comunicazione, e sono passati dentro l’abitato di Prime Case, inseguiti dai militari a sirene spiegate. Ripresa la Farense, i malviventi hanno iniziato la “discesa” verso Passo Corese, ma essendo braccati dai carabinieri, hanno dovuto abbandonare il bottino poco prima l’ingresso di Talocci, riuscendo poi a far perdere le loro tracce.

I militari sono quindi riusciti a recuperare il postamat con dentro tutti i contanti, avviando le indagini per risalire all’identità dei banditi

Ingenti i danni all’ufficio postale, che sarà costretto a chiudere i battenti per diverso tempo. Al pari di quello di Borgo Quinzio, ancora non operativo al 100% dopo la rapina del 20 gennaio scorso.

Foto: RietiLife ©

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