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“Perché al cimitero di Amatrice non si prendono provvedimenti?”

 Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un lettore, Camillo Berrardi, sulle condizioni del cimitero di Amatrice. 

Spett.le Redazione di RietiLife,

Nei giorni scorsi sono stato a fare una visita ai miei cari defunti sepolti nel cimitero di Amatrice dove, nel 4° anno dopo il sisma, campeggiano ancora cappelle crollate, coacervi di macerie, mucchi di lapidi dislocati qua e là nel camposanto e un loculario in calcestruzzo (armato…?) pericolante, completamente lesionato, non puntellato, non vigilato da “Sorveglianza armata”, come avviene – invece – ancora oggi, nel centro storico del borgo appenninico che, pur raso al suolo e “liberato” dalle macerie, continua ad essere presidiato dai militari, sia di giorno sia di notte.

Il loculario che ho fotografato in questi giorni, confrontato con l’immagine pubblicata da RietiLife il 17 marzo 2017, mostra chiaramente la precarietà della struttura, ampiamente lesionata, che rappresenta un patente pericolo per la pubblica incolumità, peraltro, lo scenario appare poco decoroso per i defunti e per chi fa visita al cimitero.

Nel centro storico di Amatrice, da molto tempo, sono stati eseguiti interventi di messa in sicurezza di “somma urgenza” per salvaguardare l’incolumità pubblica del centro storico, centro che, peraltro, è ancora oggi “interdetto al pubblico”, ma le procedure di “somma urgenza” sembrano trascurare i defunti e i loro familiari ancora viventi.

Con osservanza

Camillo Berardi

RietiLife resta a disposizione di eventuali repliche

Foto: BERARDI ©

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