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La Fondazione Varrone e il progetto con i bambini contro la povertà educativa

Attività educative, culturali e sportive per bambini e adolescenti, per contrastare la povertà educativa minorile: il progetto voluto dalla Fondazione Varrone insieme al Terzo settore ha superato la prima selezione del bando, “un passo avanti” – ha detto la D’Onofrio – promosso a livello nazionale dall’impresa sociale con i bambini.
Quello reatino è uno dei 232 progetti che si è imposto tra i 1.131 presentati in tutta Italia, era stato predisposto dopo la call promossa dalla Fondazione a novembre in partnership con Il Samaritano-Caritas (ente capofila), i Servizi sociali del Comune di Rieti, la Asl, l’Uisp, l’Ufficio Scolastico Provinciale, alcune scuole di Rieti e provincia, l’impresa sociale Promis, il Distretto territoriale della Bassa Sabina, l’Unicef e diverse associazioni culturali e sociali.

Ora si entra nella fase della progettazione esecutiva per ottenere fondi che consentano di avviare attività e iniziative di supporto a minori e famiglie in difficoltà.
“Per la prima volta a Rieti si tenta un’operazione integrata  pubblico-privato su un fenomeno tanto grave e diffuso quanto invisibile – dichiara il presidente D’Onofrio – come quello della povertà educativa minorile, e a farsi promotrice di questa azione è la Fondazione Varrone”.

Il progetto prevede l’attivazione di spazi e servizi in città e in provincia dove garantire a bambini e adolescenti opportunità di crescita e lo sviluppo dei propri talenti.
“In questa operazione la Fondazione ha avuto un duplice ruolo – spiega D’Onofrio – Il ruolo di co-finanziatore del fondo di contrasto alla povertà educativa minorile, voluto da Acri e Terzo settore sin dal 2016 per intervenire su quella che è considerata una vera emergenza nazionale, e, per la prima volta, quello di Fondazione finanziata, se il progetto supererà anche il secondo step di valutazione.

Altra novità è il ruolo che abbiamo esercitato nel promuovere una programmazione nel settore sociale – continua il presidente –  e del welfare da parte degli attori del territorio. Oggi è questo il campo che richiede maggiori attenzioni e risorse ma anche prassi innovative, che vedano insieme pubblico e privato ed è qui che la Fondazione vuole stare, accanto e a supporto delle migliori espressioni del Terzo settore”.

Foto: Gianluca VANNICELLI ©

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