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La figlia 17enne di Colasanti: “Sorridete per il mio papà straordinario, il suo coraggio ha prevalso”

“Sorridete per papà”. Un discorso a braccio per Stefano Colasanti a margine dei funerali pronunciato dalla figlia Benedetta, non ancora 18 anni.

SENZA FOGLI – “Non ho fogli, nulla, ricordo papà come era. Papà era straordinario, nel senso della parola, fuori dal normale – dice Benedetta sull’altare – ricordo che mi metteva la neve nella tuta da sci ‘cosi sei arrivata più in fretta’ diceva. Faceva un lavoro tosto, perché era tosto lui. Nel suo lavoro ha trovato coraggio, lo stesso che sta dando a me. C’è una frase “il pompiere paura non ne ha”: penso che papà di paura ne ha avuta tanta, ma in quel momento il coraggio ha prevalso. Voglio che questo momento il coraggio prevalga su tutti, ne sarebbe contento e onorato”.

ONORE – “Onore a papà, era una grande persona, non solo perché era Vigile del Fuoco ma perché era il mio papà – continua Benedetta – Mi ha insegnato tante cose in questi 18 anni. Papà mi ha sempre insegnato a sorridere, a stringere i denti, magari a battere i pugni sul tavolo e a farmi valere, e me l’ha sempre insegnato con determinazione e col coraggio di cui parlavo prima. Tanti che neanche conoscevo sono venuti da me a dirmi di farmi forte, io ringrazio lui perché è lui a darmi la forza. È dura per me, la mia famiglia, per i colleghi, per le ragazze che allenava, per gli amici, perché nonostante non fossero sempre con papà, nella vita di papà ci sono sempre stati”.

SORRISO – “Ora è importante stringere i pugni, ricordo papà col sorriso, perché lui sorrideva sempre. Papà mi ha insegnato a vivere, a sorridere, e papà adesso non c’è fisicamente ma bisogna asciugarsi le lacrime e portare avanti il suo sorriso. La cosa che mi consola di più è questa: se quando ero turbata dovevo nascondermi, ora non posso farlo più perché mi guarda e mi dà la forza di andare avanti. Ringrazio tutti, non pensavo ci fosse tutta questa gente, grazie alla mia famiglia, siamo una catena, gli amici che non mi hanno lasciato sola un secondo. Papà avrebbe voluto sorrisi per lui”.

Foto: Francesco PATACCHIOLA ©

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