Amatrice, la notte del dolore e del ricordo | Alle 11 la messa su Rai Uno – FOTO

La notte più lunga di Amatrice. Quella del ricordo e del dolore. Si sono aperte nel cuore della notte, illuminate dalle candele, le commemorazioni per le vittime del sisma del 24 agosto 2016. Due anni: tanti ne sono passati da quella tragica notte (lo speciale di RietiLife Tv).

Una veglia, la fiaccolata, i nomi delle vittime letti uno a uno con i rintocchi delle campane. Così Amatrice ha ricordato il suo tributo di vite al terremoto che ha squarciato la notte del 24 agosto di due anni fa.

Circa 500 persone alla fiaccolata e prima ancora alla veglia. In rappresentanza del Governo, da ieri sera ad Amatrice è presente anche il vicepremier Luigi Di Maio (guarda le foto). Vicino al sindaco Palombini da subito, Di Maio ha indossato la felpa blu con la scritta rossa Amatrice per tutte le celebrazioni.

Partita intorno alle  dal Comune, la fiaccolata ha raggiunto ciò che resta della chiesa di Sant’Agostino, dove sono stati letti i nomi delle 239 vittime del terremoto, ricordate anche da altrettanti rintocchi di campana. Intorno alle 3:36 la fiaccolata è giunta al memoriale di parco Padre Minozzi.

Stamattina e nel pomeriggio le celebrazioni proseguono. Alle 11 la messa officiata dal vescovo Pompili in ricordo delle vittime del sisma: la celebrazione sarà in diretta su Rai Uno. Il vescovo presiederà una messa anche ad Accumoli, alle 17, nella principale area Sae in cui sorge anche il monumento ai caduti.

Le celebrazioni si sono aperte ieri sera ad Illica: “Esattamente due anni fa, ancora a quest’ora, qui regnava la vita. Un anno fa qui regnava la paura. Oggi qui regna il vuoto. Fra un anno, fra cinque, fra dieci?”. È quanto ha detto don Stanislao Punzio aprendo la funzione liturgica in ricordo delle vittime. “Oggi – ha detto ancora il parroco don Accumoli – la piazza è pulita e può diventare la nostra fortuna se sapremo gestirla, oppure un’occasione persa. Questo percorso composto dalle torce disegna nel buio di questo luogo le strade che non ci sono più. Dove conducono queste strade? Nel vuoto? Nel buio? Buona parte dipendono da noi”.

“Non siamo venuti qua a piangere sul passato. A piangere le nostre vittime. Siamo venuti qua a costruire. I nostri cuori hanno subìto danni notevoli, prima ancora delle case e delle aziende. I nostri cuori hanno bisogno della ricostruzione. Gesù tu sei il commissario straordinario alla ricostruzione della nostra interiorità – ha aggiunto – orientavi nel nostro smarrimento”.

Foto: Francesco PATACCHIOLA ©

 

Print Friendly, PDF & Email