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Biogas, da Poggio Sommavilla il “manifesto” contro la centrale di Ponzano. Sindaci e comitati contro l’impianto

(di Paolo Giomi) Uniti contro la centrale a biogas di Ponzano Romano, cittadini, comitati e amministratori locali, che da qui ai giorni a venire dichiarano guerra all’impianto della Sogliano Ambiente. E, implicitamente, al Comune guidato dal sindaco Enzo De Santis, che continua a promuovere l’iniziativa a spada tratta.

E’ un autentico “manifesto” quello uscito dal bocciodromo di Poggio Sommavilla, frazione di Collevecchio territorialmente più vicina a località Brecceto, luogo dove, secondo il progetto del soggetto attuatore, dovrà sorgere il maxi-impianto a biogas di Ponzano Romano. Tanta, tantissima la gente che ha preso parte all’evento, organizzato dal Movimento giovanile di Poggio, i “ragazzi di Poggetto”, che introducono un ricco calendario di iniziative contro il progetto.

Dalla marcia pacifica in programma dalla stazione ferroviaria di Stimigliano Scalo fino al casello autostradale Ponzano Romano-Soratte, al “presidio fisso” dei manifestanti sotto il Municipio ponzanese ad ogni appuntamento istituzionale, fino ad arrivare ai gazebo da installare ad ogni sagra, festa ed evento della Sabina, nel ricco calendario in arrivo con l’estate.

Hanno le idee chiare, i giovani del territorio, che chiamano a raccolta tutti, dai cittadini agli amministratori, dalle associazioni di volontariato alle società sportive, dalle parrocchie ai gruppi di azione, le autorità e ogni altra realtà strutturata, organizzata o libera. “Perché nessuno sarà risparmiato – dicono gli organizzatori – da un progetto che se realizzato modificherà per sempre, compromettendola, la nostra valle la sua storia millenaria, le sue bellezze e le sue peculiarità. Questa è una battaglia che tutti dobbiamo combattere, e dobbiamo farlo insieme. Stasera qui si fa la storia, da stasera parte l’ultima grande offensiva dei cittadini contro il più grande scempio nella storia della Valle del Tevere”.

Presenti i rappresentanti di tutti i principali comitati (Tutela Valle del Tevere, Cip & Ciop Ponzano Romano, No Biomasse No Biogas) che sin dal primo minuto sono scesi in campo per scongiurare l’arrivo della centrale a Ponzano Romano. Sono loro, prendendo il microfono, a riassumere cosa comporterà la realizzazione di un impianto di quelle dimensioni e di quella portata in località Brecceto, tra gli applausi della platea. E sono sempre loro a chiamare in causa, ancora una volta e direttamente, i cittadini.

Perché gli amministratori, almeno quelli presenti, hanno già detto la loro, in maniera ufficiale. “Vorrei fugare ogni tipo di dubbio ribadendo che il Comune di Collevecchio è contrario all’impianto – dice il sindaco padrone di casa, Federico Vittori. Ma al di là delle valutazione prettamente tecniche e scientifiche, che lasciamo alle persone competenti in materia, qui si sta verificando un problema di carenza di democrazia, perché mesi fa chiedemmo al Comune di Ponzano Romano di essere considerati come interlocutori dell’iniziativa, in quanto territorio geograficamente più vicino”. Evidentemente, senza ottenere alcuna risposta.

Paolo Rinalduzzi, sindaco di Collevecchio ed oppositore della prima ora contro al progetto della centrale, chiama in causa chi fino ad ora è stato in silenzio di fronte al principale argomento di discussione di tutta la Bassa Sabina: “Credo sia giunto il momento che i rappresentanti del territorio nelle più alte istituzioni, deputati, assessori e consiglieri regionali, dicano la loro su questa situazione – ribadisce il sindaco di Cantalupo – e lo facciano in maniera chiara ed inequivocabile, come quando sono transitati in Sabina per raccattare i consensi che era possibile raccattare”. La battaglia contro la centrale di Ponzano è pronta a scrivere il suo ultimo atto, quello decisivo.

Foto: GIOMI ©

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