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Vinse l’Oscar con Vittorio De Sica: il cantaliciano Rinaldo Smordoni nel docufilm in suo onore

(Di Sabrina Vecchi) Il regista Mimmo Verdesca torna su De Sica. Ed anche questa volta, il suo lavoro parla un po’ reatino grazie a Rinaldo Smordoni. Il giovane Verdesca, pluripremiato per i documentari dedicati al cinema, “In arte Lilia Silvi” (Nastro d’argento 2012) e “Protagonisti per sempre” (vincitore Giffoni Film Festival 2015 e in uscita sul mercato home video distribuito da Cinecitta Luce), prosegue nell’intento e nella necessità di mantenere viva e tramandare la Memoria dei capolavori della storia del cinema. E stavolta, a 70 anni dall’uscita nelle sale, Verdesca sceglie “Sciuscià” di Vittorio De Sica. Un film che un’Italia tramortita dalla guerra accolse dapprima distrattamente, ma conquistò in seguito il primo Nastro d’Argento della storia del premio, e l’anno successivo la statuetta che lo fissò nella storia: il primo Oscar della storia assegnato a un film non americano e il primo all’Italia. 

Dalla necessità di non dimenticare tutto questo nasce il progetto “Sciuscià 70” documentario ideato e diretto da Mimmo Verdesca con le musiche di Andrea Lucarelli e prodotto da “ScenaSet” in collaborazione con l’associazione culturale “Visioni e Illusioni” e con il contributo di Radio Taxi 3570Comune di Molfetta CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, che nasceva proprio nel 1946.

Ed inevitabilmente, fattiva parte in causa del progetto è Rinaldo Smordoni, 83 anni, cantaliciano, coprotagonista della storica pellicola, premiato lo scorso inverno dal sindaco di Rieti Simone Petrangeli durante la prima edizione del Terminillo Film Festival (LEGGI). È lo stesso Verdesca a parlarci del nostro illustre concittadino: “Rinaldo quando fu scelto da Vittorio De Sica per interpretare il ruolo del protagonista Giuseppe aveva  solo 12 anni e non immaginava che quell’esperienza avrebbe cambiato per sempre la sua vita. I suoi ricordi sono preziosi perché lui è la vera memoria vivente di Sciuscià. Non poteva non essere ancora protagonista  soprattutto di questo mio film nel film (Verdesca aveva già scelto Smordoni per il documentario “Protagonisti per sempre” ndr) e guiderà lo spettatore in questo viaggio nel tempo, svelando con emozione palpabile i retroscena della difficile lavorazione del film e il rapporto con De Sica. Sarà lui che ci accompagnerà nei luoghi romani dove il film fu girato e ambientato, come ad esempio l’ex carcere minorile del complesso monumentale di San Michele a Ripa. 

È una persona che stimo molto ed il mio documentario vuole essere un omaggio soprattutto a Rinaldo, oltre ovviamente al grande Vittorio De Sica, al produttore Paolo W. Tamburella, ed a Franco Interlenghi, lo scomparso altro protagonista del film”. Al nuovo lavoro di Verdesca hanno partecipato inoltre  Emi De Sica, figlia di Vittorio, Paolo Tamburella, nipote del produttore del film Paolo William Tamburella, famiglia che custodisce la statuetta originale dell’Oscar, e Orio Caldiron, rinomato storico e grande esperto del cinema di Vittorio De Sica. Il documentario, della durata di 60 minuti, è stato appena terminato e sarà presentato il prossimo autunno in una serata evento a Roma, per poi partecipare a diversi festival. RietiLife ha assistito nell’aprile scorso ai primi giorni di riprese.

Foto: SCIUSCIA’ 70 ©

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