150 giovani Reatini da Papa Francesco: a Cracovia la Giornata Mondiale della Gioventù con il vescovo Pompili

(di Sabrina Vecchi) Estate, stagione di partenze. Ma sono oltre circa 150 i giovani reatini che in alternativa a mari e montagne hanno scelto l’opportunità di un’esperienza diversa, da vivere insieme a Papa Francesco alla Gmg di Cracovia. Una cinquantina quelli della Pastorale giovanile a seguito del programma Cei, un centinaio i ragazzi neocatecumenali che vivranno un proprio percorso.

Valigie ormai pronte, tutti si sono riuniti ieri sera in Cattedrale per ricevere il mandato dal Vescovo Domenico, anch’esso in procinto di partire per Cracovia insieme ai suoi ragazzi. I giovani reatini si preparano da molto tempo per questo viaggio, tramite vari momenti di preparazione tra cui l’incontro con don Michele Falabretti, Responsabile della Pastorale Nazionale Giovanile, giunto a Rieti durante le celebrazioni per il giugno antoniano.

Coinvolte nell’evento anche le suore dei monasteri claustrali della diocesi, chiamate a pregare per i giovani tramite il calore simbolico dei ceri consegnati loro dai ragazzi in partenza, accesi e custoditi nei monasteri francescani, benedettini e domenicani di Rieti e Cittaducale. Il legame e la conoscenza stretti in tal modo tra generazioni diverse ed altrettanto diversi approcci  – apparentemente inconciliabili – di vivere la Chiesa, arriva in esatta concomitanza con la Costituzione Apostolica  di Papa Francesco “Vultum Dei Quaerere” dedicata alla vita contemplativa femminile.

L’efficace regia del “tutto è connesso” sapientemente messa in atto dal Vescovo Domenico Pompili non si smentisce e non delude dunque neanche in questa occasione. Dedicata giustappunto ad una figura femminile spesso controversa la liturgia del 22 luglio, Festività di Santa Maria Maddalena, durante la quale Pompili si è soffermato sulle giuste differenze “di genere” che consentono di vivere la fede inquadrandola attraverso sfumature proprie e caratteristiche delle donne e degli uomini. Dopo il momento della confessione, canti, sorrisi e l’ultimo spazio temporale  per la messa a punto degli ultimi dettagli, foto di rito e poi avanti verso una pagina bianca tutta da scrivere: titolo “Cracovia 2016”.

Foto: VECCHI ©



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