I LAVORATORI CUP CONTRO LA REGIONE: “LA NUOVA GARA È CONTRO LE NORME EUROPEE”

Continua la protesta degli operatori Cup, che si oppongono al nuovo bando di gara che mette a repentaglio gli attuali posti di lavoro. DI seguito una nota del Comitato Lavoratori Cup Lazio.

C’è un motivo in più per bloccare la gara centralizzata per i servizi di Cup della sanità del Lazio: viola l’ultima direttiva Ue sugli appalti pubblici e risulterà non in regola con una legge in discussione al Senato che ne accoglie le indicazioni. Nel nuovo Codice Unico degli Appalti Pubblici, al vaglio della 8° Commissione Permanente di Palazzo Madama – che si occupa di Lavori Pubblici – il 18 giugno scorso è stata approvata una norma su Massimo Ribasso e Clausole sociali che adegua l’Italia alla direttiva UE sugli Appalti Pubblici (2014/24/UE del 26 febbraio 2014). Il testo licenziato in Commissione al Senato parla della:
“previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera, definiti come quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell’importo totale del contratto, prevedendo l’introduzione di «clausole sociali» per la stabilità occupazionale del personale impiegato, prendendo a riferimento, per ciascun comparto merceologico o di attività, il contratto collettivo nazionale di lavoro che presenta le migliori condizioni per i lavoratori ed escludendo espressamente il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta, comunque nel rispetto del diritto dell’Unione europea;”
La Ue ed il Senato dicono NO al Massimo Ribasso negli appalti in cui il costo complessivo del lavoro fornito supera il 50% dell’importo totale – come la Gara Centralizzata per i Cup del Lazio – e impongono Clausole Sociali per la continuità lavorativa dei lavoratori anche in termini contrattuali in base contratto collettivo di settore con le migliori condizioni.
La gara indetta della Regione Lazio non è in regola con l’Europa e con il nuovo Codice Unico degli Appalti Pubblici quando verrà approvato, si parla di febbraio del 2016, quindi tra molto meno di 6 mesi.
Da parte della Regione Lazio e del suo Governatore, l’aver ignorato nel capitolato una direttiva UE sugli appalti pubblici è grave, soprattutto perché le conseguenze ricadono su oltre 1000 lavoratori che rischiano il posto di lavoro.

Ci chiediamo:

  • È possibile creare attraverso un bando di gara sbagliato una situazione mostro in cui lavoratori che oggi rischiano il posto di lavoro, tra sei mesi avrebbero trovato invece adeguate tutele di continuità lavorativa?
  • Si può impugnare la Gara Centralizzata dei Cup della Sanità del Lazio a livello europeo perché non rispetta le norme Europee?
  • Avrà valore l’assegnazione dell’appalto che deriva da un capitolato irregolare se avverrà, come è possibile, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa sugli appalti in inter al Senato?

Domande che cercano risposta, e forse l’avranno presto perché c’è un giudice a Lussemburgo.
Non come le altre che abbiamo posto alla Regione Lazio, al Governatore Nicola Zingaretti, al Presidente Anac Raffaele Cantone e che ancora attendono soddisfazione. Foto (archivio) RietiLife ©

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