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BATTAGLIA DI ANTRODOCO DEL 1821: LINO MARTINI PRESENTA I SUOI STUDI

Mercoledì 25 Marzo alle 15, nell’aula magna della Scuola Interforze Nbc caserma “Attilio Verdirosi” di Rieti avverrà la presentazione del volume sulla Battaglia Di Rieti-Antrodoco del 7 ottobre 1821, di Lino Martini “Il volume che ho scritto sulla battaglia – aggiunge l’autore –  cosiddetta di Lesta, e che presenterò il prossimo 25 marzo, contiene uno studio critico su quella che molti storici ritengono sia la prima battaglia del Risorgimento italiano, combattuta alle porte di Rieti tra le divisioni austriache della Restaurazione, comandate dal generale Frimont ed i battaglioni costituzionali napoletani, comandati da Guglielmo Pepe. Come molti già sanno, lo scontro avvenne in faccia a Rieti, poco distante da Porta d’Arci e da porta Romana, il 7 marzo 1821 (con epilogo il 10 successivo nelle gole di Antrodoco). Questo fatto d’arme, pur non avendo i connotati per essere annoverato tra le grandi battaglie, ha tuttavia un grandissimo valore storico, perché decreta la fine della Rivoluzione napoletana del 2 luglio 1820, la prima in Italia contro il potere assolutistico di un monarca, restaurato dal Congresso di Vienna (1815): il re delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone. Dopo la lettura e l’analisi delle fonti documentali, mi sono persuaso che sul personaggio Pepe e sull’evento bellico del marzo 1821 fosse possibile aggiungere, rispetto a quanto già fatto nel passato, ulteriori elementi di valutazione, finalizzati in buona sostanza a riequilibrare il giudizio sulla figura e l’azione del generale napoletano, il cui valore militare ed umano dovrebbe essere misurato non soltanto sulla base di una disfatta, – quella di Rieti, appunto, – ma anche tenendo conto delle disastrose decisioni assunte dai governanti napoletani e dei ripensamenti sulla conduzione della guerra da parte dei vertici militari del Regno, a cui Pepe fu completamente estraneo. Insomma, il personaggio che ho proposto in questa monografia è a tutto tondo, con pregi e difetti, spinto all’azione, persino temeraria, per difendere la libertà e l’indipendenza del suo Paese. La stesura di questo libro è stata per me anche l’occasione per descrivere alcuni aspetti economici e politici della società dell’epoca, che ci aiutano a comprendere il disinteresse delle popolazioni locali prima sulla Rivoluzione del 2 luglio 1820 e poi sullo scontro armato di Rieti, che lasciò tra i residenti del posto tracce inequivocabili, che ho rinvenuto in documenti originali dell’epoca, molti dei quali ancora inediti. Il racconto della battaglia e delle sue fasi, il ripiegamento dei Napoletani e l’avanzare degli Austriaci fino all’occupazione di Napoli si basano sulle “Memorie” di Guglielmo Pepe e sui “Bollettini” ufficiali dell’Armata austriaca e dell’Armata napoletana, vale a dire sulle uniche testimonianze dirette dello scontro, tramandate dai medesimi antagonisti. Avendo disquisito sull’argomento anche alcuni storici e saggisti locali, ne ho preso qualche spunto, evitando però di sviluppare tematiche già da loro ampiamente trattate. Così è stato relativamente a quanto già scritto e pubblicato dallo storico reatino Angelo Sacchetti Sassetti, dal giornalista e saggista contemporaneo Ajmone Filiberto Milli, dallo storico e saggista Luciano Tribiani, dall’inedito di Giacomo Caprioli. L’analisi critica, svolta su alcune problematiche inerenti la battaglia e l’intero suo svolgimento, ha lo scopo di meglio descrivere l’intera vicenda, restituendo una qualche credibilità alla narrazione di Pepe che, a giudizio di molti storici, contemporanei e non, avrebbe minimizzato gli effetti della sconfitta. Poiché le versioni dei contemporanei Colletta e Carrascosa, che non vi assistettero, ma vi ebbero parte attiva (in quanto Ministro della guerra il primo e comandante del Primo Corpo d’Armata il secondo), erano di segno contrario, la storiografia dell’epoca e quella successiva dettero credito a loro due, relegando la narrazione di Pepe nel limbo della storia. Era fatale, pertanto, che sul generale cadesse il sospetto di aver mistificato la verità, esponendo i fatti a suo esclusivo vantaggio. Così sorsero dubbi persino sul reale svolgimento della battaglia alle porte di Rieti e per lunghissimi anni si pensò che, se scontro vi fu, questo avvenne nelle gole di Antrodoco, dove in realtà vi fu soltanto l’epilogo di uno scontro, già iniziato e combattuto a Rieti, il cui svolgimento fu in buona sostanza secondo le dinamiche ed i tempi descritti da Pepe. Inoltre, i Bollettini dell’Armata austriaca, – sconosciuti persino al nostro illustre conterraneo Angelo Sacchetti Sassetti, – evidenziano molte assonanze con la narrazione di Pepe e permettono una rilettura dell’evento in chiave più scientifica che emozionale, a seguito della quale non sembra che si possa continuare ad accusare il generale napoletano di codardia e tradimento. Infine, questa monografia ho lo scopo primario di dare un modesto contributo alla conoscenza. Trattandosi di un contributo, ovviamente non può essere esaustivo e mi auguro che serva da stimolo ai ricercatori reatini per ulteriori approfondimenti”. Foto: MARTINI ©

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