“QUANTO TEMPO CI VUOLE ANCORA PER RIAPRIRE LA PARONIANA?” / LO SFOGO DI UNA STUDENTESSA

Non si placa la polemica e la scia di disagi per la chiusura della bibloteca paroniana che, sommata a quella di Largo San Giorgio e del suo polo culturale, mette a disagio gli studenti della città. A scrivere a RietiLife, oggi, è una studentessa reatina, Chiara Vio, che affida ad una lettera al direttore il suo sfogo per i problemi creati dall’assenza di un luogo come la Paroniana.Sono una studentessa universitaria – scrive Chiara – torno a Rieti per qualche giorno e a volte vado in biblioteca a studiare per evitare distrazioni ed essere più concentrata. Oggi, 3 febbraio 2015, sono andata alla Biblioteca ambientale “Paolo Colli” -Arpa Lazio: i posti erano tutti occupati eccetto due alle postazioni pc, che probabilmente non sono più funzionanti, davanti ai quali c’erano altrettante sedie libere. Nonostante si potessero ricavare dei posti in più per me e per un’altra signora che si trovava nella mia stessa situazione, non c’è stata alcuna possibilità in quanto il personale ha, anche gentilmente, fatto presente l’esigenza di rispettare il limite massimo di persone previste per restare in sicurezza. La mia, quindi, non è una critica nei confronti del personale ovviamente, ma gli interrogativi che mi pongo sono: perché la Biblioteca Comunale Paroniana è ancora chiusa? Quanto tempo ci vuole a ripristinare il sistema antincendio?Perchè di tutte le biblioteche reatine( erano tre un tempo) ne rimane aperta solamente una che per altro ha un numero di posti limitati  per rispettare dei criteri di sicurezza che non prevedono neanche l’utilizzo delle due sedie della postazione pc? Non è possibile aumentare questo numero? La gente finisce per abituarsi, si sopravvive, certo non si studia solo in biblioteca, si può studiare anche a casa, non sono questi i grandi problemi della vita, ma si comincia dai piccoli fatti quotidiani. Rieti è una provincia, ce la fa a fornire a un servizio di biblioteche sufficiente alle esigenze dei cittadini? Considerando che ormai è anche una città universitaria. Non è un caso che poi i giovani preferiscano allontanarsi, non bisogna essere estremisti ma nemmeno passivi, si può fare qualcosa di concreto? Anche semplicemente per garantire un’informazione trasparente nei confronti di chi si scontra con questi piccoli problemi quotidiani. Chiara Vio“. Foto (archivio) RietiLife ©
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