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LA FORESTALE SEQUESTRA IL DEPURATORE DI CAMPOSAINO

Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di  Rieti,  Nucleo “N.I.P.A.F”. hanno  deferito alla Procura della Repubblica un imprenditore per  illecita gestione di rifiuti liquidi. A seguito dell’attività  investigativa condotta è stato posto sotto sequestro il depuratore ubicato in località Via Camposaino in Comune di Rieti. I FATTI Gli Agenti del Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Forestal) in forza al Comando Provinciale del CFS di Rieti, in applicazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti sia solidi che liquidi, hanno posto sotto sequestro l’impianto di depurazione sito in località “Camposaino” in agro del Comune di Rieti, sequestro prontamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria. L’attività investigativa condotta dalla Forestale ha consentito di accertare l’inidoneità  strutturale dello stesso,  tale da rendere inefficace la capacità depurativa anche in presenza di carichi idraulici di rifiuti liquidi inferiori alla portata massima, causando il superamento dei limiti di inquinamento. Nell’impianto vengono trattate acque reflue urbane del Comune di Rieti, acque reflue industriali provenienti dal Nucleo Industriale di Rieti-Cittaducale e, grazie ad una deroga normativa, rifiuti liquidi provenienti da varie parti d’Italia. La complessa attività d’indagine condotta dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, ha consentito di accertare nell’impianto di depurazione, stante anche l’inadeguatezza strutturale, venivano gestiti i vari tipi di reflui in modo indistinto, quindi gli scarichi urbani e domestici si mescolavano a quelli industriali nonché ad altre tipologie di rifiuti liquidi. Ciò avrebbe consentito al gestore del depuratore nella dualità dell’impianto abilitato a trattare sia gli scarichi che i rifiuti liquidi di ricavare notevoli risparmi ed introiti, pur nella consapevolezza di creare situazioni di pericolo in danno sia dell’ambiente che della salute pubblica. Infatti i rifiuti liquidi non depurati o parzialmente depurati venivano immessi direttamente nelle limpide acque del fiume Velino ammorbando l’aria e alterando il colore delle acque a valle del depuratore in questione. Di particolare rilevanza il fatto che nell’impianto venissero conferiti rifiuti liquidi con concentrazioni di acido solforico, metalli pesanti (di fatto classificati pericolosi) provenienti da altre zone della penisola italiana. L’attività investigativa svolta dal CFS è stata supportata da una stretta collaborazione da parte dell’A.R.P.A. Lazio – Settore Provinciale di Rieti. Stante quanto sopra,  si  è proceduto a  deferire alla Procura della Repubblica di Rieti l’amministratore unico della società individuata quale responsabile dell’evento per palese violazione al Decreto Legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni ed integrazioni, specifico i materia di smaltimento di rifiuti. (da comunicato CFS) Foto: CFS ©

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