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RAOUL BOVA E LA SUA FATTORIA REATINA CHE ISPIRA IL NUOVO FILM

(da Il Giorno- La Nazione-Il Resto del Carlino, Beatrice Bertuccioli) Dalla città alla campagna, dal mondo della moda a quello contadino. La bella Guia, una vita tra riviste patinate e passerelle, scopre che non è poi così male svegliarsi all’ alba, al canto del gallo, mungere le mucche e accudire le galline. E si capisce che quella vita agreste le risulti interessante e piacevole, visto che il fattore della masseria ha le sembianze di Raoul Bova.

Nel suo nuovo film, Sei mai stata sulla luna?, dal 22 gennaio al cinema, Paolo Genovese confeziona una elegante commedia-favola romantica, ambientata tra la Puglia e Milano, con Raoul Bova e Liz Solari protagonisti, affiancati da uno stuolo di attori brillanti a cominciare da Sabrina Impacciatore, Neri Marcorè, Emilio Solfrizzi, Pietro Sermonti, Nino Frassica, Sergio Rubini, Giulia Michelini. Racconta Bova che a lui vivere in campagna, tra animali da accudire e ortaggi da coltivare, piace veramente. «Già da alcuni anni ho una fattoria vicino a Rieti, dove sta mio padre e dove anch’ io vado spiega l’ attore ogni volta che posso. Amo molto gli alberi e mi piace alzarmi presto la mattina, prendere le uova, stare con l’ asinello e mangiare gli ortaggi del mio orto, che per me sono i più buoni del mondo».

Liz Solari è un’ attrice e modella argentina di origine cilena, proveniente da una famiglia di calciatori professionisti (padre, zio e quattro fratelli tutti nel football). «Ho scelto Liz perché volevo proporre un’ attrice nuova per il pubblico italiano. E volevo che fosse bella spiega Genovese ma senza suscitare competitività nelle altre donne, affascinante ma anche buffa, capace di camminare con un tacco 12 ma anche di inciampare». Il film, prodotto dalla Pepito di Agostino Saccà, ex dirigente Rai che spiega come sia più difficile «fare l’ imprenditore in proprio senza il calduccio della Rai», con il contributo dell’ Apulia Film Commission, è stato girato tra Nardò e Martina Franca e si avvale di due pugliesi doc come Rubini e Solfrizzi. Francesco De Gregori ha composto una canzone originale per il film. «Ho conosciuto De Gregori per caso a Los Angeles. Per me lui è un mito, uno degli ultimi che abbiamo, insieme a Totti (e lo dico da laziale) e non so chi altro. Ero emozionato racconta Genovese e gli ho parlato del film.

Lui mi ha chiesto di leggere la sceneggiatura e poi mi ha detto che avrebbe scritto una canzone proprio perché, a differenza di tutti gli altri, non glielo avevo chiesto». Sul set Bova ha messo in pratica quanto imparato nella sua fattoria. Un giorno doveva radunare tutte le galline, ed è riuscito nell’ impresa al primo ciak. «Paolo è scoppiato a ridere ricorda Bova non ci poteva credere. Mi ha detto, dai, ma anche con le galline al primo colpo!». Foto (archivio) RietiLife ©

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