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“SE IL COMUNE È CASA DI CRISTALLO, PETRANGELI DEVE DIMETTERSI” / LA RICHIESTA DELL’OPPOSIZIONE

Ancora reazioni politiche alla notizia dell’indagine a carico del sindaco Simone Petrangeli (leggi). Dall’opposizione, arriva la richiesta di dimissioni da parte dei consiglieri Antonio Perelli, Andrea Sebastiani, Sonia Cascioli, Luigi Gerbino e Carmine Rinaldi.

“La notizia di stampa circa l’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Rieti per ipotesi di finanziamento illecito ai partiti lascia spazio a riflessioni amare.

Rileva che ad essere indagato sia il primo cittadino, che ad essere contestato sia un reato contro la pubblica amministrazione, che in un contesto storico di profonda sfiducia nei confronti della politica sia necessario dare attestazione di comportamenti cristallini ma, ancor più, rileva che il sindaco Petrangeli sia stato nel tempo l’assertore di un primato di legalità riconosciuto a se stesso e negato ad altri.

Appare, allora, non consentito liquidare il tutto limitandosi al semplicistico assioma per cui la giustizia deve fare il suo corso, con necessitata attesa delle decisioni a venire.

Politicamente risulterebbe, infatti, incoerente una condotta a doppio binario per cui, dopo essersi da Lei Sindaco reiteratamente urlato sulla stampa contro la precedente amministrazione di centrodestra, con prospettata od indotta ipotesi di gestione degna di attenzione penale e con conseguente linciaggio mediatico, oggi ed a parti invertite si declamasse un principio di maggior cautela nel valutare i fatti.

Memori che dal suo ruolo di sindaco ha più volte assegnato ad avversari politici le responsabilità di una condotta attinta da presunta immoralità, invitandoli a dimettersi da ogni funzione pubblica, oggi riteniamo doveroso ricordarLe che le regole della politica debbono trovare applicazione in maniera bipartisan.

Ebbene, Petrangeli, noi siamo certi che Lei ben saprà far valer i suoi diritti di difesa in tutte le sedi competenti e Le auguriamo ogni miglior esito, ma siamo fermamente convinti che la “patente” di censore non Le sia consentita e che tale autoattribuzione anche in passato desti legittima perplessità .

Le Sue dimissioni sarebbero, allora, utili ad attestare il primato di una politica priva di interessi e capace di fare un passo indietro allorquando venga pur anche sospettata una responsabilità personale.

Le Sue dimissioni affermerebbero il primato delle regole morali e della opportunità ancor prima del principio della innocenza.

Le Sue dimissioni dovrebbero essere conseguenziali all’obiettivo da Lei asserito pubblicamente di rendere il Comune di Rieti una “casa di cristallo”.

Attendiamo…”

Foto: RietiLife ©

 

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