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SANTA BARBARA NEL MONDO, INIZIA LA RASSEGNA: ECCO IL PROGRAMMA

Torna anche quest’anno la rassegna Santa Barbara nel Mondo. PROGRAMMA COMPLETO I percorsi dell’iniziativa Santa Barbara nel Mondo, come nelle passate edizioni, tornano a intrecciare il martirio della Patrona della città di Rieti e della Diocesi con il sacrificio compiuto da uomini e donne più vicini al nostro tempo.

Venerdì 21 novembre alle 10, presso la Sabina Universitas (Palazzo Dosi), si terrà un incontro con Adelmo Cervi figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia. I sette fratelli Cervi, Gelindo, (nato nel 1901); Antenore (1906); Aldo (1909); Ferdinando (1911); Agostino (1916); Ovidio (1918); Ettore (1921), figli di Alcide Cervi e di Genoeffa Cocconi, sono tra le figure esemplari della Resistenza. Appartenevano ad una famiglia di contadini con radicati sentimenti antifascisti. Protagonisti di un’intensa attività militare contro i fascisti, vengono fatti prigionieri nella notte tra il 24 e il 25 novembre 1943. Il 27 dicembre venne ucciso dai partigiani il segretario comunale di Bagnolo in Piano, Davide Onfiani; il giorno successivo i Cervi furono fucilati per rappresaglia.

Al termine del conflitto, Alcide Cervi pronunciò un discorso di cui sono ancora ricordate queste parole: «Mi hanno sempre detto: tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta. La figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo». Alcide Cervi si spegne il 27 marzo 1970, all’età di 95 anni. Oltre 200.000 persone si riunirono a Reggio Emilia per salutarlo l’ultima volta.

Oggi è l’ospite di Santa Barbara nel Mondo, Adelmo Cervi, che promuove la memoria della sua famiglia con l’impegno politico e culturale a favore della Costituzione italiana. A Rieti presenterà il libro “Io che conosco il tuo cuore”. Nel volume, il figlio di un padre strappato alla vita, lo racconta con i suoi sei fratelli partigiani per rivendicare la sua storia, ma anche per rivendicare di essere figlio di un uomo, non di un mito pietrificato dal tempo e dalle ideologie.

La vicenda straordinaria è incorniciata tra due fotografie. La prima è degli anni Trenta: una grande famiglia riunita, contadini della pianura, sette fratelli, tutti con il vestito buono, insieme alle sorelle e ai genitori. La seconda, due anni dopo la fucilazione dei sette fratelli: solo vedove e bambini, indifesi di fronte alle durezze del periodo, alla miseria, ai debiti, anche alle maldicenze. Adelmo è seduto sulle ginocchia del nonno, in faccia l’espressione di chi è sopravvissuto ad un naufragio. C’è tutto un mondo da raccontare in mezzo a quelle due foto, con la voce di un bambino che ha imparato a cullarsi da solo, perché suo padre è morto troppo presto e sua madre ora è china sui campi.

Nel cartellone di Santa Barbara, l’appuntamento di venerdì 21 novembre è inscritto nella serie dei “Ribelli per amore”, dedicata ai martiri della Resistenza. Dopo lo sguardo gettato sulla figura di Don Pietro Pappagallo, sacerdote giustiziato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine e questo dedicato ai Fratelli Cervi, il tema avrà il suo momento culminante sabato 22 novembre, sempre presso la Sabina Universitas. Dalle 9.30 si svolgerà infatti il convegno “Ribelli per amore. i cattolici e la Resistenza: idee, lotta e tributo di sangue”. Parteciperanno: Maria Romana De Gasperi (figlia dello statista, autrice del libro “Mio caro padre”), Mons. Lorenzo Chiarinelli (Vescovo Emerito di Viterbo), Mons. Giuseppe Chiaretti (Vescovo Emerito di Pergugia), Maria Cristina Olini (Vice Presidente A.N.P.C.), Aladino Lombardi (Segretario A.N.F.I.M.). Foto (archivio) RietiLife ©

 

 

 

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