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LE INDAGINI SU LARGO SAN GIORGIO E CASERMA DI VIA CINTIA SPINGONO CECILIA ALLE DIMISSIONI

L’assessore Andrea Cecilia si è dimesso. Il Comune di Rieti non ha fornito dettagli, ma l’addio dell’ex titolare dell’Urbanistica (leggi la nota ufficiale) è legato anche all’indagine di cui dà conto stamattina Il Messaggero: l’inchiesta, per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio, che coinvolge anche il dirigente della Provincia, Carlo Abbruzzese, riguarda una presunta falsa permuta nella ristrutturazione della caserma in via Cintia. Il periodo era il 2011, quando Cecilia non aveva ancora incarichi pubblici. Ma c’è dell’altro. Ed è il caso Largo San Giorgio, per cui anche ieri, i consiglieri di minoranza Sonia Cascioli, Luigi Gerbino, Lidia Nobili e Andrea Sebastiani, in una lettera al sindaco e al presidente del consiglio Marroni, sono tornati a chiedere formalmente le dimissioni dell’assessore, “in palese conflitto di interesse” (leggi la lettera). Per le Officine Varrone si è parlato anche di una sanatoria già predisposta dagli uffici comunali. Assessore tecnico, non politico, è entrato nella compagine di governo cittadina dopo le trionfali elezioni del 2012. È la seconda volta che Cecilia si dimette: il 16 febbraio, scoppiato il caso delle Officine Varrone, l’ex assessore ha rimesso l’incarico nella mani del sindaco Simone Petrangeli, che però gli ha confermato la fiducia. Oggi, con ogni probabilità, non sarà così. Si conclude, dunque, l’esperienza amministrativa di Andrea Cecilia. E ora nella maggioranza di centrosinistra si apre la “battaglia” per la successione ad una delle poltrone strategiche di Palazzo Città. Che sia l’occasione per quel nuovo slancio dell’azione amministrativa che tutta la maggioranza chiede? Da ultimo il capogruppo del Pd, Alessandro Fiorenza, che ha dato la scossa dalla Leopolda (leggi il suo post su facebook). IL CASO LARGO SAN GIORGIO Intorno all’ex assessore, uscito di scena stamattina, ma defilato già da diversi mesi nonostante una delega cruciale come quella dell’Urbanistica, ruota anche il caso Largo San Giorgio, vicenda che lo coinvolge non da assessore ma da progettista delle Officine Varrone per presunti reati edilizi. A febbraio, sono scattati i sigilli per il polo della Fondazione Varrone, diventato due anni prima il nuovo centro culturale della città. Con Cecilia sono stati indagati anche il presidente della Fondazione, Innocenzo de Sanctis, il direttore dei lavori Elio Pietrolucci e il titolare dell’impresa che ha eseguito gli interventi, Mario Ferretti. Tra i motivi del sequestro, disposto dalla Procura di Rieti, una serie di abusi edilizi che sarebbero stati compiuti omettendo passaggi e procedure obbligatorie. “Siamo sereni nella consapevolezza di aver agito sempre in buona fede e secondo normativa – commentò la Fondazione Varrone – precisando che ogni decisione assunta per il Polo San Giorgio, è stata condivisa all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione e che a seguito di contestazioni formali, i nostri tecnici e legali hanno tempestivamente agito per ottemperare a tutte le richieste delle competenti autorità. Siamo dunque fiduciosi nell’operato della Magistratura”. LE DIMISSIONI DEL 16 FEBBRAIO Quelle di oggi, definite “irrevocabili”, non sono le prime dimissioni di Cecilia. Scoppiato il caso Largo San Giorgio, Andrea Cecilia si fece da parte il 16 febbraio, ma il sindaco Petrangeli gli confermò la fiducia. “Venerdì ho appreso delle indagini in corso in merito all’intervento eseguito a Largo San Giorgio, del quale, fino alle mie dimissioni, per assumere la carica di Assessore all’Urbanistica, sono stato progettista e direttore dei lavori – scrisse Cecilia – Condivido pienamente l’esigenza di verificare, ed eventualmente correggere, il percorso amministrativo seguito o di integrare eventuali carenze progettuali. Tutto è stato compiuto, salvo errori formali, nell’assoluta e sostanziale correttezza, con i migliori criteri di sicurezza che le attuali tecniche costruttive consentono. In merito ai cambi di destinazione d’uso compiuti sugli immobili, ricordo che sono state inserite funzioni perfettamente compatibili con il piano regolatore. A Largo San Giorgio, infatti, sono stati realizzati servizi per la città che contribuiscono a migliorare la funzionalità e il benessere collettivo. Non è stato certamente aumentato il cosiddetto carico urbanistico (persone che vivono in una determinata zona), ma, al contrario, sono stati realizzati servizi. L’iter burocratico che ha portato alla realizzazione di questo centro culturale è stato complesso e oneroso – aggiunse Cecilia – Le norme, infatti, garantiscono la realizzazione di servizi a fronte di un nuovo carico urbanistico, ma, paradossalmente, rendono complicato realizzare esclusivamente servizi. In urbanistica è previsto che, a fronte di un aumento del carico abitativo, debba essere sembra realizzato un proporzionale numero di servizi (opere di urbanizzazione primaria, come strade, illuminazione, piazze, reti di servizi etc o secondaria, come scuole, centri sociali, centri culturali, edifici per il culto, per lo sport etc). È proprio questa la funzione affidata ai piani attuativi: bilanciare correttamente l’introduzione di un carico urbanistico con una sufficiente dotazione di servizi. Quella di Largo San Giorgio, invece, è una situazione inconsueta perché si sono voluti realizzare esclusivamente servizi per la collettività. Normalmente questi sono realizzati dal Comune o dai privati a scomputo di oneri di costruzione (per compensare l’impatto d’interventi speculativi). Dal momento che la norma rende complicato a un privato realizzare esclusivamente servizi per la collettività se si fossero commessi errori formali, per aderire alla normativa, questi non possono che essere stati commessi nell’assoluta buona fede. Ho piena fiducia, quindi, nel lavoro della magistratura che sono convinto saprà giudicare il mio operato nell’ambito di un’iniziativa di riqualificazione urbanistica compiuta ad esclusivo vantaggio dei cittadini. Tutto ciò premesso ho ritenuto opportuno rimettere il mio mandato al sindaco Simone Petrangeli, affinché possa serenamente valutare se un mio ulteriore impegno nell’esecutivo sia effettivamente utile all’azione amministrativa sinora percorsa”. LE DIMISSIONI DEL 16 FEBBRAIO RESPINTE DA PETRANGELI “Ringrazio l’Assessore Andrea Cecilia per aver dimostrato, ancora una volta, la sua integrità morale e il grande senso di responsabilità in occasione di una vicenda che, seppur non abbia alcun legame con il suo incarico di amministratore pubblico, lo ha spinto a rimettere a disposizione del Sindaco il suo ruolo all’interno dell’Amministrazione comunale – affermò Petrangeli – La vicenda dei lavori di riqualificazione di Largo San Giorgio e la conseguente realizzazione del Polo culturale delle Officine Varrone dimostra l’assoluta terzietà, imparzialità e trasparenza dell’Amministrazione che mi onoro di guidare, così come l’incontestabile correttezza dell’Assessore Cecilia. Sono convinto che il lavoro della magistratura avrà il suo corso permettendo a tutti di ristabilire le giuste valutazioni su un intervento che ha comunque arricchito la città. Questi sono solo alcuni dei motivi che mi spingono a confermare la fiducia piena ad Andrea Cecilia per aver dimostrato, in questi venti mesi, il suo disinteressato impegno a favore del bene comune, anche in vista degli importanti appuntamenti che abbiamo davanti a partire dal percorso di attuazione di quel piano strategico al quale abbiamo lavorato sin dal giorno dell’insediamento”. Oggi, l’ipotesi che Petrangeli possa respingere le dimissioni è praticamente inesistente. Foto: RietiLife ©

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