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LA STORIA DEI MILITARI REATINI SOPRAVVISSUTI AI LAGER NAZISTI / DOMANI LA MEDAGLIA D’ONORE

Domani, 2 giugno, in occasione del 68° anniversario della fondazione della Repubblica, il prefetto di Rieti, Chiara Marolla, conferirà ai familiari di Armando Bucciolotti e Antonio Grillo (nella foto) la “Medaglia d’Onore” concessa ai cittadini italiani militari deportati ed internati nei lager nazisti. Nel 1943, dopo l’8 settembre, rifiutandosi di combattere a fianco dei tedeschi, Bucciolotti e Grillo si unirono con la resistenza locale nella guerra di Liberazione in Albania. I due reatini erano in un gruppo di sei soldati. A novembre 1943 furono catturati nei pressi di Leopoli (Polonia) dai nazisti e poiché avevano le armi furono processati e condannati a morte. Un sacerdote che, durante il processo, faceva da interprete, cercò di intercedere presso il comando tedesco alfine di ottenere la grazia, ma fu inutile. Furono condotti in un vicino campo e costretti a scavarsi la fossa, poi mentre ricevevano il conforto religioso giunse una motocicletta tedesca con l’ordine di eseguire la sentenza in maniera del tutto casuale uno sì e l’altro no, rimasero in vita Armando Bucciolotti, Antonio Grillo e Leandro Attenni che furono trasferiti ed internati presso la Piccola Fortezza di Terezin. In Cecoslovacchia i lavori forzati erano parte integrante della vita delle prigioni. I due militari erano afflitti da una fame costante che con il tempo causò una diminuzione di peso. Nel maggio del ’45, quando furono liberati dall’Armata Rossa, sia Antonio Grillo che Armando Bucciolotti pesavano meno di 40 kg e furono sottoposti da parte della Croce Rossa Internazionale ad una alimentazione graduale durante la quarantena per tifo petecchiale e addominale. Rientrarono a Rieti nel pomeriggio del 28 giugno, giorno della processione dei ceri per S.Antonio. Foto: Bucciolotti ©

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