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RITEL, DENUNCIA UIL: “ALLA ELCO SOLO 40 LAVORATORI, E GLI ALTRI 90?”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario UILM-UIL, Franco Camerini, sulla vicenda Ritel e sulla chiamata di alcuni lavoratori alla Elco.

 

“Dopo innumerevoli incontri Ministeriali per la risoluzione della vertenza Ritel, si è divenuti ad un  accordo con Fimmeccanica che avrebbe fornito 36milioni di euro in tre anni alla Elco per la fornitura di piastre circuito. Ora la situazione paradossale è che per queste commesse dovevano essere interessati i Lavoratori Ritel, tutti i lavoratori Ritel.  Da quanto ci risulta alla Elco sono stati presentati circa 130 curriculum, ma giovedì sono stati chiamati solo 40 lavoratori ex Ritel per selezionarne 8, per iniziare la formazione a breve nell’Elco di Carsoli. La selezione si è fermata solo a 40, ma gli altri 90, che fine faranno? Saranno almeno selezionati? Ci chiediamo poi quali siano i criteri con cui sono stati scelti i primi da selezionare. Allo stato delle cose sembra si profilino gli estremi per parlare di una sorta di discriminazione nei confronti dei lavoratori che sono rimasti fuori dalla selezione. Sempre da quanto raccolto tra questi ex lavoratori, molti altri si erano dichiarati disponibili a sobbarcarsi la formazione di 6 mesi a Carsoli. A tal proposito vorrei ricordare alcune dichiarazioni di Finmeccanica che parlavano di 36milioni di euro di commesse da destinare esclusivamente per i lavoratori Ritel. La nostra richiesta sindacale è che la Soc. Elco impianti un polo produttivo a Rieti. Ma già si fa melina dicendo che lo farà quando avrà 4milioni di euro di commesse in un anno. E se non si materializza questa evenienza cosa si farà? Si chiederà ai lavoratori di fare avanti e indietro da Carsoli a vita? Se qualcuno pensa di portarsi a casa 36milioni di commesse con 8 lavoratori, che andranno a lavorare a Carsoli, si sbaglia di grosso. Il sacrificio, per arrivare in queste condizioni, è stato patito da tutti i lavoratori Ritel, quindi, il patrimonio di commesse e le opportunità spettano a tutti i lavoratori, che non possono essere esclusi a priori solo perché il loro curriculum si trovava nella parte inferiore del contenitore. Credo che sia il caso di incontrarsi al più presto al Ministero delle attività produttive dove la vertenza risiede, per dare forma ad un protocollo in cui si possa essere il più trasparenti possibili nel percorso di avvicinamento alla rinascita di un azienda a Rieti”. Foto (archivio) RietiLife ©

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