SANITÀ, GLI AUSILIARI DELLA ASL IN PRESIDIO: “ILLEGITTIMO NON REINTEGRARCI”

Accesa la protesta degli ausiliari ospedalieri, che chiedono a gran voce chiarimenti sulla loro mancata reintegrazione in posti di lavoro che gli spetterebbero, secondo quanto indicato da un’apposita selezione effettuata un anno fa. Sono 54 i lavoratori coinvolti nella vicenda, che si sono riuniti in un comitato e stamane hanno protestato davanti alla sede della direzione della Asl, dove inoltre attiveranno un presidio permanente. Il comunicato di seguito spiega il problema che gli oltre cinquanta lavoratori stanno vivendo, e nel contempo richiama Asl e Regione Lazio ad intavolare un confronto.

«Finalmente qualcuno dovrà ascoltarci, perché da oggi comincia un presidio permanente (nella foto) di fronte alla direzione della Asl reatina per chiedere il reintegro di 54 ausiliari dell’azienda sanitaria che da più di un anno si ritrovano senza lavoro. Un lavoro che nasce da selezioni pubbliche avviate dalla stessa Asl attraverso l’ufficio di collocamento, un lavoro precario fatto di rinnovi semestrali o annuali intervallati da vuoti di qualche mese riempiti da lavoratori interinali che, questa volta sembrano aver preso definitivamente il nostro posto. Infatti, nonostante si sia svolta anche nel 2012 una selezione che avrebbe dovuto reintegrarci, questa improvvisamente viene sospesa per assumere a chiamata diretta proprio 54 lavoratori interinali senza alcuna formazione specifica. Noi non vogliamo una guerra tra poveri, ma riteniamo che la pubblica amministrazione debba seguire i principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità che la legge impone. Invece, questa è l’ennesima vicenda che dimostra come questi principi vengano disattesi a tutti i livelli amministrativi e istituzionali. Ci hanno sempre detto che il patto di stabilità impediva le assunzioni e poi viene aggirato con questi trucchi. Troppi passaggi non sono chiari, qualcuno dovrebbe spiegarci perché tutto si è fermato nonostante dagli scambi ufficiali tra Regione Lazio ed Asl emerga che le assunzioni erano condizionate ad un semplice “Piano organizzativo aziendale”. Ci si chiede quindi se la Asl abbia mai presentato questo piano ed eventualmente perché non è stato preso in considerazione dalla Regione Lazio. Resta il fatto che i direttori, generale ed amministrativo, della Asl di Rieti hanno permesso l’assunzione di lavoratori interinali senza alcuna selezione pubblica, sostenendo costi di gran lunga superiori a quelli che avrebbero avuto contrattualizzandoci. Per tale motivo siamo qui anche per chiedere alla nuova giunta regionale di prendere subito in mano la situazione, sedendosi ad un confronto con noi, e di provvedere all’immediata rimozione dei responsabili della Asl ed eventualmente dei funzionari della Regione Lazio che non hanno rispettato gli accordi. Con rabbia ma con piena consapevolezza di quello che abbiamo vissuto vogliamo finalmente raccontare la nostra verità, le tante verità su un pezzo di malasanità reatina e laziale. Abbiamo visto troppi sperperi dentro molti reparti della Asl, ma abbiamo sempre dovuto tacere per paura di perdere il posto di lavoro. Oggi non possiamo più tacere, perché molti di noi sono in serie difficoltà familiari. Vogliamo che la nostra battaglia diventi di tutti i lavoratori e utenti della Asl. Per questo chiediamo al sindacato, che fino ad oggi è stato troppo distante dalle nostre istanze, di prendere una posizione netta e non scendere a compromessi con la politica. Cogliamo l’occasione per ringraziare il Tribunale per i diritti del malato, Cittadinanzattiva Rieti e il movimento civico Rieti Virtuosa che hanno partecipato questa mattina al sit-in e ci stanno sostenendo nel fare chiarezza sulle responsabilità che saremo pronti a dimostrare anche di fronte alle autorità giudiziarie che vorranno vederci chiaro su questa vicenda». Foto: Massimiliani © 3 Giugno 2013

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