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COSTINI: “CARO SIMONE, METTICI DEL TUO”

(a.l.) A due giorni dalla convocazione del consiglio comunale e con la giunta ancora nel pantano dei veti incrociati e delle ritirate più o meno strategiche, l’allegra “macchina da guerra” elettorale di Simone Petrangeli scricchiola vistosamente sotto il peso delle incombenze politiche e amministrative quotidiane. E come già accaduto in passato per la Giunta Emili, quello che molti hanno preso a dirsi al telefonino e a sussurrarsi nei conciliaboli di piazza Chicco Costini lo mette nero su bianco: . “L’impressione è che il neo sindaco sia in balia dei consigli oggi dell’uno domani dell’altro, e balli tra posizioni inconcludenti ed a volte eccessivamente fantasiose. Forse è giunto il momento che ci Metta del Suo, dimostrando concretamente in cosa consiste il nuovo che vuole rappresentare”. Il “film” di questi primi giorni, visto appena fuori dal Palazzo, che Costini racconta non è proprio esaltante: “Da una parte i compagni duri e puri di PdCi e Rifondazione che chiedono una poltrona per rappresentare i lavoratori (e quindi gli altri chi dovrebbero rappresentare, i padroni); dall’altra i gruppettari della lista civica, che in nome del nuovo a tutti i costi fanno interdizione sui “vecchi”, Bigliocchi e Massimi, che dal canto loro tentano di spiegare che l’amministrazione di un comune non è un gioco di ruolo, e che un minimo di esperienza potrebbe essere utile. Al bilancio abbiamo visto sfilare prima l’immancabile Daniele Mitolo, poi il socio Coccia, poi l’immancabile super tecnico Bellini ed infine il professore universitario, il compagno Marcon, ispiratore di una qualche teoria sperimentale per risolvere in senso popolare, partecipato e sociale la crisi del mondo. Per l’urbanistica assistiamo ad una disfida tra clan di professionisti alla ricerca di rivalse rispetto alle gestioni precedenti, proseguendo quella guerra tra lobby che da sempre ha caratterizzato il mondo dei professionisti reatini. Ma forse il sintomo più preoccupante dell’inesperienza e (almeno così sembra) dell’insicurezza del neo sindaco è rappresentata dalla gestione del dramma precari. In pochi giorni abbiamo visto annunci diversi tra loro, un giorno di speranza, il giorno dopo di chiusura, un giorno legalisti, il giorno dopo da sindacalista; abbiamo visto prospettare soluzioni una più astrusa dell’altra, che hanno portato ad unico risultato concreto: l’apertura di uno scontro tra dipendenti con contratto a tempo indeterminato e precari appunto. Ancora oggi non abbiamo sentito una parola sul ruolo dei dirigenti, che qualche responsabilità dovrebbero avere in questo disastro politico amministrativo lasciato dalla precedente giunta, perché se la politica ha mal operato, qualcuno le cattive scelte le ha firmate ed avvalorate. Ancora oggi non si riesce a capire chi siano e cosa facciano questi 200 precari, se siano utili e funzionali alla vita del comune, se siano legati a progetti, e se si se questi progetti siano stati realizzati: ci sarà pure una differenza tra un architetto od un geometra che suppliscono a carenze di pianta organica fondamentali per la vita di un ente, ed il controllore dei giardinieri?”. Già, ci sarà? Foto: Emiliano GRILLOTTI © 6 Giugno 2012

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